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Late Roman Unguentaria

Sotto questa generica definizione si indica
una ricca famiglia di contenitori, per lo
più di forma allungata (cm 20 x 5 circa),
dotati tuttavia di caratteristiche definite
che li accomunano, diffusi in tutti i
maggiori centri del bacino del Mediterraneo.
Le due tipologie principali sono caratterizzate
dalla superficie liscia o dalla presenza di scanalature esterne.
La forma per lo più fusiforme o "a sigaro", privi di un piede che consenta l'appoggio in verticale, con collo tubolare, a volte separato da un cordolo,
e orlo indistinto o leggermente svasato. Spesso nella parte inferiore del
corpo compaiono dei piccoli bolli, di forma circolare o quadrata,
contenenti lettere greche, a volte legate in forma di monogramma. In più di
una occasione a questi piccoli bolli è stato dato un significato religioso
cristiano, o di formule magiche.
Ciò che li accomuna è la qualità dell'argilla impiegata e la finitura della
superficie; il colore varia dal beige al rosa, molto fine e ben depurata, ricca
di piccolissimi inclusi di mica e calcite. La superficie interna presenta
marcate tracce di torniture, mentre quella esterna è lisciata e spesso rifinita
con ingubbio di colore rosso, dato per immersione della sola metà
superiore del contenitore, con conseguenti colature verso il fondo.
Nonostante la loro diffusione, questi contenitori risultano  piuttosto rari nei
singoli siti in cui sono presenti; in un  grosso centro commerciale come
Marsiglia ne sono noti solo dodici, per di più frammentari; in molti casi sono
stati volontariamente tagliati alla base del collo, forse per prelevarne il
contenuto  o per riutilizzarli.
Alcuni esemplari integri provengono da Roma, uno dei quali rinvenuto
come corredo in una sepoltura tardo antica della via Ardeatina; altri dalla
Cripta Balbi e dal Foro Romano.
Nell'ambito del Mediterraneo la maggiore concentrazione si ha nella metà orientale, soprattutto Grecia e Turchia; sulla base di questa distribuzione si ammette, oggi, la possibilità di una origine greca o anatolica per questi
contenitori, anche se non sono mai stati individuati centri di produzione.
Sulla base del tipo di argilla e della somiglianza con altre produzioni
ceramiche orientali è stata recentemente proposta la regione di Nessana,
nel deserto del Neguev.
La cronologia della produzione, già proposta da Hayes nel 1971, va dall'inizio del VI secolo alla seconda metà del VII; forse la produzione si è interrotta a seguito della conquista araba della Palestina.
Ancora del tutto aperta la questione del loro utilizzo; si
ritiene che abbiano contenuto sostanze di un certo pregio,
ma che siano stati poi utilizzati per un trasporto "individuale
"; J.W. Hayes, sulla base dell'interpretazione di alcuni bolli
in cui si leggerebbero nomi di vescovi, ritiene che possano
aver contenuto sostanze utilizzate nelle funzioni religiose,
come piccole quantità di acqua del Giordano per il
battesimo o olii santi provenienti da tombe venerate della
Terra santa. Altre teorie ipotizzano il trasporto di sostanze
medicinali, la cui autenticità era garantita dai bolli impressi
sul contenitore.

Bibliografia

J.W. Hayes, A new type of  early christian Ampula,  The Annual of the British School at Athens, 66, 1971, pp. 243 - 248

G.J. Wightmann, The Damascus Gate, Jerusalem, Excavations by C.M. Bennet and J.B. Hennessy, at the Damascus Gate, Jerusalem , 1964 - 1966, British Archaeological Reports, Int. Ser., 519, 1989, pag. 189

E. Parman, The pottery from St.John's Basilica at Ephesus, in: "Recherches sur la céramique Byzantine - V. Deroche, J.M. Spiezer dir. - 1989, pp. 275 - 289

D. Pieri, Le commerce du vin oriental a l'époque bizantine (V - VII siècles). La témoignage des amphores en Gaule, Beyrouth 2005, pp. 140 - 142

La nuova basilica circiforme della via Ardeatina, a cura di V. Fiocchi Nicolai et alii, in Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, vol. LXVIII, 1995 - 1996, pag. 191, fig. 60

L. Saguì, Il deposito della Crypta Balbi: una testimonianza imprevedibile sulla Roma del VII secolo ?, in Ceramica in Italia: VI - VII secolo, a cura di L. Saguì, Firenze 1998, pp. 305 - 330, pag. 310, fig. 6




Unguentario integro da una tomba tardo anticha della via Ardeatina a Roma
Unguentario bollato dalla città di Sagalassos in Turchia
Frammento di unguentario bollato da Seleukeia Sidera