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Invetriate e produzioni di pregio in epoca tardo
romana; l'area pannonica e danubiana


In epoca tardo romana e alto medievale l'area pannonica e
danubiana è caratterizzata da produzioni ceramiche le quali, se
inquadrate nel complesso delle produzioni di uso domestico
dell'epoca, si distinguono per la cura della manifattura e della
finitura, spesso caratterizzata da invetriatura di colore verde, di
notevole qualità e nettamente in anticipo rispetto alle classiche
invetriate di IX secolo.
Lungo il Limes danubiano queste produzioni si concentrano
soprattutto in corrispondenza di insediamenti militari, ma anche
grandi ville rustiche ed alcune città, fra le maggiori della regione,
come Aquincum e Sirmium.
In corrispondenza di insediamenti militari si segnalano
rinvenimenti di ceramiche invetriate utilizzate come corredi tomb
ali, ed un probabile impianto produttivo presso Tokod
(Ungheria), in relazione con il Castrum di Gardellaca Cardabiaca.
L'area di diffusione di queste produzioni sembra coincidere con
le regioni danubiane, e seguire canali commerciali che la portano
verso est (attuali Serbia e Bulgaria), dove i centri di rinvenimento
corrispondono, sorprendentemente, con i maggiori siti militari
(torri e castra) localizzati lungo il Danubio e in città che,
storicamente, hanno avuto origine da insediamenti militari, come
Singidunum e Novae.
In tutta l'area di diffusione della ceramica invetriata tardo antica,
le differenze accertate fra i materiali provenienti da siti diversi
(a livello della composizione delle argille e delle vetrine), hanno
condotto ad ipotizzare la presenza di numerosi centri di
produzione, non ancora individuati dal punto di vista
archeologico, ma grosso modo operanti in stretto rapporto fra l
oro, come risulta dalle somiglianze formali e tecniche fra le varie
produzioni.
Al di fuori di quest'area, dei confronti precisi per la produzione
di ceramiche invetriate si trovano, ad esempio, lungo il Limes
renano con le produzioni particolarmente raffinate che
caratterizzano il territorio legato alla residenza imperiale di Treviri,
come il sito di Gelduba (Krefeld Gellep), importante
stanziamento militare con annessa necropoli, da cui provengono
anche materiali di scarto che lasciano supporre la presenza di un
centro produttivo. Questo sito si caratterizza per l'elevata qualità
dei prodotti, caratterizzati da elaborate decorazioni a tacche,
motivi lineari e a petali, oltre che per la vetrina di consistenza
uniforme, perfettamente coprente e densa..
Nel complesso il quadro dei siti di rinvenimento e l'elevata
standardizzazione  ed uniformità del materiale ha fatto ipotizzare
che tutte queste produzioni possano rientrare in un panorama di
forniture "ufficiali" per l'esercito, che a partire dalla fine del IV
secolo andarono a sostituire i contenitori in metallo attestati in
epoca precedente; da questi ultimi le produzioni in ceramica
invetriata avrebbero ereditato nelle grandi linee il repertorio
formale e la cura delle rifiniture. Si tratterebbe, in sostanza, di
produzioni "selezionate" destinate ad un mercato specifico,
appunto gli approvigionamenti per l'esercito limitaneo.
Da questo quadro emergono alcuni casi apparentemente anomali
come quello di Carlino (Aquileia - Udine), dove la presenza di
scarichi di fornace suggerisce l'esistenza di un centro produttivo,
ma al tempo stesso non è documentato uno stanziamento militare,
ne dal punto di vista storico che archeologico. Tuttavia sono
storicamente note alcune concentrazioni di truppe distaccate da
legioni stanziate altrove, proprio nei pressi di Aquileia,  con lo
scopo di presidio dei valichi alpini orientali. Inoltre la stessa
Notizia Dignitatum menziona la città stessa quale centro per
l'approvigionamento di tessuti, cereali ed altri beni di consumo
per le milizie; situazione che va inquadrata cronologicamente a
partire dalla fine del IV e per tutto il V secolo.
L'esistenza, ormai accertata, di produzioni ceramiche invetriate
relativamente "antiche" in area pannonica ha da tempo riproposto
all'attenzione degli studiosi il problema dell'origine delle invetriate
altomedievali centro italiche: la c.d. Forum Ware romana, la cui
comparsa si situa verso la fine dell' VIII secolo, e i frammenti
provenienti da vari contesti napoletani, la cui datazione oscilla
tra la fine del VII e l' VIII secolo.
Esiste infatti la possibilità che la Forum Ware sia` da ricollegarsi
con la ceramica di eta` tardo-romana prodotta nell'Italia del
Nord (Carlino) e nell'Europa centrale, dove sono documentate
forme decorate a squame, a pinoli o cerchietti impressi a mò
di squame; si potrebbe allora ipotizzare un influsso culturale che,
partendo dall'area danubiana, sia giunto a Roma, e poi da li` in
Campania. Tuttavia  non e` da escludere uno sviluppo autoctono
dell'invetriata romana e campana partendo dalla serie di
ceramiche invetriate della prima e media eta` imperiale
testimoniate, soprattutto, dallo scavo delle Terme del Nuotatore,
Ostia.
Comunque la forma più ricorrente nella Forum Ware romana, la
brocca monoansata con beccuccio attaccato all'orlo, sembra
avere avuto una prima origine a nord delle Alpi; genericamente
questa forma compare gia` verso la meta` del V secolo sulla
forma di di forme tarde della cosiddetta "Sigillata Paleocristiana"
(Rigoir 24/36), e si diffonde soprattutto in contesti merovingi del
VII secolo, assieme a mortai di tradizione romana.

Bibliografia

M. Grünevald, Die gefaßkeramik des legionslagers von Carnuntum,
Vien 1979

R. Liesen, R. Pirling, G. Schneider, Glasierte
Spatromische Keramik aus Krefeld-Gellep, in:
"Germania", 76, 1998, pp. 721 - 746

M. Chàtelet, La céramique du haut moyen age du Rhin
supérieur (Alsace et Pays de Bade), Montagnac 2002,
Planche 123 - 126

C. Magrini, F. Sbarra, Le ceramiche invetriate di carlino,
Firenze 2005

Contenitori da mensa e contenitori antropomorfi del tipo Carnuntum Ware - IV-V secolo d.C.
Brocche da mensa invetriate del tipo "Carlino" - V secolo d.C.
Frammenti di ceramica invetriata da Napoli - VII - VIII secolo