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La c.d. Sigillata Focese (Late Roman C
Ware), o Sigillata Orientale


Le produzioni assimilabili a sigillate, per il tipo di
lavorazione, ma prodotte nelle regioni del Mediterraneo
Orientale, rappresentano un problema non da poco per i
ceramisti, a causa della loro scarsa diffusione, limitata, per
lo più, ad alcune grandi città costiere di Italia, Gallia e
Spagna.
La produzione maggiormente presente in Italia, sebbene
in piccole quantità, è quella detta "Late Roman C Ware"
ed oggi indicata come "Sigillata Focese", a seguito della
definizione dei centri di produzione, nella zona della città
di Focea, in Asia Minore, nell'attuale golfo de Izmir
(Smirne); la città sembra essere stata sede della quasi
totalità delle officine che hanno prodotto questa ceramica
nel corso di quasi tutta l'età imperiale, ispirandosi ad altre
produzioni occidentali, europee e nord africane, particolarmente
diffuse.
A differenza di altre produzioni orientali e occidentali,
destinate quasi esclusivamente ai mercati locali e solo in
minima parte all'esportazione, questa ebbe un certo
successo anche in occidente tra V e VI secolo, forse a
seguito della notevole diffusione sull'importante mercato di
Costantinopoli, dove arrivò a soppiantare quasi del tutto
le produzioni africane.
I caratteri intrinsechi della produzione
focese la rendono facilmente distinguibile
dalla coeva ceramica africana; la ceramica
appare uniforme, in tutti i siti in cui è stata
rinvenuta, con rarissime eccezioni, tanto
da apparire il frutto di un unico centro
produttivo; inoltre le sue caratteristiche
principali appaiono mantenersi inalterate
nel tempo a differenza di altre produzioni
ceramiche come la Sigillata Africana. Le
caratteristiche tecniche della Sigillata
Orientale sono state a suo tempo chiarite
da J.W. Hayes e si possono così riassumere: l'argilla appare di buona fattura, a grana fine e compatta, di colore rosso, a volte molto ossidata e scura a causa di una forte cottura; ciò nonostante la frattura appare netta e priva di asperità o scheggiature. L'impasto, a differenza di altre produzioni ceramiche orientali contiene poche inclusioni micacee ma appare nella quasi totalità dei casi fortemente calcareo, con una gran quantità di inclusioni di varie dimensioni, a volte anche molto grandi.
La vernice rossa che copre la superficie si presenta per lo
più come una pellicola estremamente sottile che tende a
fondersi con l'impasto ceramico; spesso, poi, è applicata
in maniera approssimativa soprattutto nell'interno dei
contenitori.
Altra caratteristica della produzione orientale è la
particolare rifinitura dell'interno dei contenitori aperti, che
appare lisciato in maniera grossolana a spatola, con una
lavorazione che lascia evidenti tracce concentriche;
l'esterno dei contenitori, infine, presenta particolari sottili
rigature dovute all'azione delle particelle calcaree presenti
nell'argilla durante la tornitura.
Nel  quadro più ampio delle esportazioni in occidente,
l'Italia rappresenta un area del tutto minoritaria per la
ceramica focese, dal momento che la sua diffusione copre
tutto l'Adriatico,
le coste mediterranee di Spagna e Portogallo, le coste
atlantiche della Francia fino a Bordeaux, l'ovest della
Britannia, Galles e Irlanda, a testimonianza dei contatti
commerciali marittimi di queste remote regioni con il
mediterraneo; contatti che continueranno ad essere
documentati per tutto l'alto medioevo.
Ravenna e il suo porto, Classe, sembra essere stata la
porta d'ingresso principale per la Sigillata Focese in Italia,
insieme a Napoli dove è registrata una significativa
presenza di ceramica orientale la quale poteva giungere
insieme alle anfore da trasporto.
Le forme con cui la ceramica focese compare in Italia
sono relativamente poche e tutte in qualche modo derivanti dalla Sigillata Africana; si va dalle scodelle emisferiche o con semplice bordo verticale e piede ad anello, ai piatti a tesa obliqua, fino ai semplici vasi a listello o con bordo a fascia verticale, fino alle scodelle con semplice bordo obliquo leggermente ingrossato, nell'ambito delle quali si possono distinguere non più di una diecina di varianti.

Nella vasta famiglia delle ceramiche dette "Sigillate" rientrano
produzioni presenti solo in misura scarsa nei contesti italiani,
quando addirittura del tutto assenti.Tra queste la Sigillata C,
o "Lucente" prodotta nel nord della Gallia giunge in misura
marginale sulle coste della Liguria e della Spagna tra II e III
secolo d.C. La ceramica detta "Visigotica" è, anch'essa, una
produzione marginale del nord della Gallia, la cui diffusione
appare limitata alla stessa provincia con particolare riguardo
per la città di Marsiglia, da cui viene esportata in minima
quantità anche
in altri centri costieri tra cui Roma; prodotta soprattutto
nel V-VI secolo d.C., è caratterizzata da una fattura
scadente con argille di colore variabile dall'arancio al
grigio (v. P. Van Ossel, La céramique sigillée d'Argonne,
in: Les potiers gaulois et la vaiselle gallo-romaine,
Dossiers d'Archeologie, n. 215, Djion 1996, pp. 46 - 53).
Altre produzioni affini, ma non altrettanto diffuse nel
bacino del Mediterraneo, sono la c.d. "Cypriot Red Slip",
prodotta nell'isola di Cipro ed esportata solo nelle regioni
costiere circostanti (Palestina, Egitto), e la "Egyptian Red
Slip A" (Aswan ware) che comprende poche forme per
lo più riprese dalla produzione africana (particolarmente
diffusa anche nelle regioni Orientali), realizzata con argilla
locale e diffusa unicamente nella valle del Nilo fino alla
Nubia. Altre sottoproduzioni, come la "Egyptian Red Slip"
B e C, hanno una diffusione ancora più limitata e regionale,
nel basso Egitto e nella zona del Delta.

Bibliografia

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de Late Roman C', in : Figlina, 7, 1986, pp. 143-6.

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western Britain and Ireland', MedArch, 33, 1989, pp.
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J.W. Hayes, Late Roman pottery, British School at Rome,
London, 1972, pp. 323-370.

J.W. Hayes, A supplement to Late Roman Pottery, British
School at Rome, London, 1980, pp. 325-327.

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(Late Roman C ware) et sa diffusion en Occident', in : Figlina, 7, 1986, pp. 129-34.

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Quì sopra e in basso, piatti decorati in Sigillata Focese (Late Roman C Ware) provenienti da mercato antiquario.
Frammenti di piatti e scodelle in Sigillata Focese provenienti da Classe (Ravenna)
Frammenti di contenitori in Sigillata Lucente da Valencia (Spagna)
Contenitori vari in Sigillata Tardo Gallica o Visigotica (Argonne)