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Casseruole ad anse orizzontali

Ricadono sotto la definizione, generica, di "Late Roman Cooking Ware" alcune
tarde produzioni nord africane da fuoco in ceramica lavorata ad impasto o
modellata al tornio lento, le cui caratteristiche, formali e petrografiche, rivelano
l'esistenza di diversi centri di produzione.
Dal punto di vista formale la produzione comprende delle "marmitte" globulari,
coperchi con presa ad anello o a maniglia e contenitori bassi come tegami o
scodelle.
Nei siti africani la presenza di questa produzione va dal V al VII secolo; in
questo lasso di tempo si nota anche una certa evoluzione "formale" che vede le
casseruole assumere un profilo cilindrico mentre le anse passano da semplici
prese a linguetta a vere e proprie "maniglie" orizzontali (VI -  VII secolo).
Le produzioni sono presenti in tutta la Tunisia del nord con particolare rilevanza
a cartagine, Thuburbo Majus, Nabeul, Pupput e Dougga.
Le cosiddette "Marmitte Cilindriche", rientranti in questa produzione, sono
caratterizzate dal diametro oscillante tra 24 e 30 cm e le pareti alte 10 - 15 cm,
il fondo è per lo più piano ma anche convesso; la conformazione delle anse
permette di distinguere due tipologie principali: 1) casseruole con semplici prese;
2) casseruole con vere maniglie ad anello, a volte con l'orlo leggermente
rientrante.
Come gia accennato la prima variante si data tra IV e V secolo; alla metà del
secolo i contenitori appaiono con orlo leggermente introflesso e le prese situate
alla metà dell'altezza. La seconda variante compare nel VI e VII secolo, ma
anche dalla fine del V; alla fine del VI secolo coesistono esemplari provvisti di
fondo piano e di fondo convesso. Con l'aumento dell'altezza della parete le
anse finiscono per essere applicate nella parte inferiore del contenitore, a volte
in prossimità del fondo.
La ceramica da cucina africana, in questo periodo, dismette il suo carattere di
merce di pregio, superiore alle altre produzioni locali, per adeguarsi al livello
di molte altre produzioni del Mediterraneo, sia per quanto riguarda la forma che
le caratteristiche produttive.

In Spagna, tra il V e il VII secolo, vengono prodotte casseruole basse, dal profilo all'incirca emisferico e con l'orlo rientrante, munite di grossi manici orizzontali ad anello o a linguetta,
che presentano una evidente somiglianza con analoghe produzioni orientali che
rimangono in uso anche fino alla media età bizantina (X - XI secolo); un efficace
confronto si ha con la ceramica del relitto bizantino di Serçe Liman, in Turchia,
datato all'XI secolo.
Come nel caso delle casseruole africane anche tra quelle spagnole si nota una
lavorazione poco curata, con la tecnica della modellazione a mano o al tornio
lento.

In Italia esiste una produzione di
casseruole caratterizzate dalle anse
o prese orizzontali, diffusa in diversi
contesti regionali, come Lombardia,
Lazio e Campania, per lo più dal
profilo arrotondato, orlo introflesso e
prese a linguetta applicate al corpo
o immediatamente sotto l'orlo che è
generalmente indistinto e arrotondato.
Si tratta di produzioni regionali,
leggermente differenziate tra loro
per piccoli caratteri formali,
caratteristica questa che induce a
ritenere che tali contenitori  non
fossero oggetto di commercio
interregionale.
Il campione più cospicuo è
certamente quello napoletano,
notevolmente  incrementato dagli
esemplari provenienti dallo scavo
urbano di via Carminiello
ai Mannesi; si tratta di produzioni
locali genericamente datate tra V e VII
secolo, con un livello di attestazione
particolarmente elevato ed una lavorazione
al tornio accurata. Nello stesso contesto si riscontra anche la
presenza di  probabili imitazioni di pentole africane, eseguite
grossolanamente, databili al VI secolo.

A Roma, tra VI e VII secolo, sono presenti produzioni variegate,
regionali e
d'importazione; esemplari di "Late Roman Cooking Ware" africana, nella
sua variante più tarda, giungono a Roma ed Ostia, verosimilmente come
merci
di accompagno per altri carichi provenienti dal nord Africa; non sembra,
tuttavia, che contenitori di questa forma siano stati prodotti dalle maestranze
ancora operanti nella città.
Lo stesso discorso vale per altre produzioni databili tra VI e VII secolo,
come quelle provenienti dal Mediterraneo orientale e dalla Spagna, il cui
livello di attestazioni, nel solo contesto della Cripta Balbi, rimane ad un
livello estremamente basso, ma che sono comunque indice del permanere di traffici
commerciali trans marini tra alcuni dei maggiori centri del mediterraneo.

BIBLIOGRAFIA

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Late Roman Cooking Ware africana di produzione tarda (VI - VII secolo)
Late Roman Cooking Ware proveniente da Roma, area del Foro di Traiano
Contenitori in ceramica da fuoco ad anse orizzontali di produzione spagnola (V - VII secolo)
Relitto Serçe Liman (Turchia); olle da fuoco ad anse orizzontali di epoca tardo bizantina (XI secolo) 
Frammento di olla da fuoco di provenienza medio orientale, da Roma, Crypta Balbi (VII secolo)
Contenitori in ceramica da fuoco ad anse orizzontali di produzione campana, da Napoli, via carminello ai Mannesi (V - VI secolo)