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Bollitori di produzione nord africana

Diversi esemplari di vasi ad imboccatura trilobata, per lo più frammentari, realizzati in argilla simile a quella della ceramica da cucina, sono attestati in piccole quantità in contesti di II - IV secolo a Pupput e Nabeul (Tunisia). Si tratta verosimilmente di "bollitori", contenitori gia noti in forme simili e in altre località del Mediterraneo, che conoscerà un certo sviluppo in Africa fino ad epoca vandalica e bizantina. Questi recipienti, dalle pareti sottili e quindi piuttosto fragili, ci sono pervenuti solitamente in stato estremamente frammentario; si tratta, comunque di una forma ben attestata che sembra aver goduto di una certa fortuna anche oltre mare, con il tipo detto Uzita 48, 1 con il corpo globulare basso, carenato e fondo bombato, lungo collo troncoconico, becco trilobato e una sola ansa costolata.
La forma presenta una variante specifica della Byzacena, ben attestata a Leptiminus. Si incontra generalmente nei contesti di III secolo, datazione confermata da un esemplare di Nabeul e di Ibiza. Un esemplare di Sidi Jididi, databile al V secolo, può rappresentare un'evoluzione più tardiva.
Delle forme del tutto nuove sono prodotte dall'atelier di Oudhna, tra le quali si distinguono sostanzialmente due tipologie: 1) corpo piriforme con collo cilindrico rigonfio al centro, terminante con un piccolo orlo arrotondato, un'ansa a nastro applicata alla metà del collo e alla spalla, fondo bombato e ombelicato; 2) corpo più globulare, collo cilindrico, più o meno rigonfio, ansa a nastro complanare all'orlo, fondo bombate e ombelicato.
Rinvenimenti si sono avuti in contesti di V secolo a Cartagine, Maiorca e Ibiza; si tratta, verosimilmente di una evoluzione molto tarda  prodotta nella Tunisia settentrionale, che rivela precoci influenze dalla ceramica bizantina.
Le esportazioni di questi contenitori, in epoca imperiale e tarda, sembrano limitate, come gia accennato, alle regioni immediatamente antistanti la costa africana e a Roma. Un'esemplare alto imperiale, ricostruito ma quasi integro, proviene dallo svuotamento di un pozzo nell'ambito di una grande necropoli rinvenuta alla fine del XIX secolo lungo il tratto iniziale della via Salaria; il contenitore è oggi conservato presso l'antiquarium di casale Malborghetto sulla via Flaminia. Un esemplare frammentario, della stessa tipologia, proviene dalla stratigrafia di I secolo d.C. delle Terme del Nuotatore.
Un terzo esemplare, integro e rispondente alla variante di epoca più tarda, si trova nell'antiquarium di Ostia antica e proviene da una sepoltura tarda nell'ambito della necropoli presso la Porta Laurentina.

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Depositi di Tolegassos e Jdidi (Tunisia)
Deposito di Oudhna (Tunisia)
Depositi di Oudhna e Cartagine (Tunisia)
Roma Necropoli della Via salaria
Ostia, Terme del Nuotatore
Ostia, necropoli della Via Laurentina