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Materiali ceramici da mensa e dispensa di
provenienza nord africana


Nell'ambito delle importazioni di merci e oggetti di uso comune a
Roma e in Italia, l'Africa Proconsolare e la Byzacena (att. Tunisia)
vanno assumendo sempre maggiore rilevanza alla luce degli studi e
delle acquisizioni proprio su classi ceramiche fino a pochi anni fa
trascurate.
Oggi sappiamo che il commercio di contenitori in ceramica
interessava molti più prodotti, che non fossero le ceramiche fini
da mensa (le sigillate) o le olle da cucina ad orlo annerito e patina
cenerognola.
Nell'ambito dei contenitori comuni da mensa e da dispensa (brocche
e bottiglie) i rapporti commerciali tra Africa e Roma si sono rivelati
grazie ad un cospicuo nucleo di reperti presenti a Roma e ad Ostia. Parallelamente lo studio della ceramica ostiense, tutt'altro che
ultimato, può avvalersi oggi di più estesi confronti morfologici oltre
che di analisi condotte sulle argille, che hanno consentito di
evidenziare le aree di provenienza, delle argille stesse, tra le
quali spicca appunto l'Africa settentrionale.
Si è evidenziata, in queste pagine, la presenza dei
contenitori utilizzati per riscaldare liquidi (bollitori)
provenienti proprio dall'Africa (
http://badwila.net/
pottery/bollitori/index.html
), e presenti  tra
l'altro anche nel contesto ostiense.  Più documentata
è la presenza di contenitori da mensa e dispensa
di medie dimensioni, per i quali si può documentare
la provenienza dall'Africa sulla base di numerosi
confronti con i materiali provenienti dagli scavi di
Cartagine, la cui esportazione sulla sponda nord
del Mediterraneo si data a volte a partire dal II
secolo d.C.; in alcuni casi la presenza di tali
materiali è documentabile, in altri importanti
centri come Ravenna, Ventimiglia o Narbona, fino
al VI secolo ed oltre.
I contenitori in questione sono per lo più brocche
monoansate con orlo più o meno svasato e piede
piano, in parte gia note ad Ostia, a livello
frammentario, la cui forma si inserisce nella
tradizione formale tipica di tutto il Mediterraneo
(nn. 2 3 4 5); questi deriverebbero, fin dal I secolo
d.C. da una forma poco diffusa in Sigillata
Africana A1, Atlante XIX, 17 = Hayes 139.
Le derivazioni di questa forma sono  visibili in
diversi musei e si datano anche oltre l'epoca
tardo romana, come l'esemplare dell'Antiquarium
di Pula (Sardegna), datato all'VIII secolo d.C.
(n. 6).
Più originale la forma di un'altro tipo di brocca
caratterizzata dall'assenza del collo, con orlo a
fascia munito di una scanalatura interna che, verosimilmente, serviva per l'appoggio di un coperchio (n. 1). In questo caso, nonostante la presenza in Italia ed altrove di un certo numero di esemplari con argilla di origine africana, si ha la certezza che la forma sia stata prodotta "in contemporanea" anche in Italia centrale. Potrebbe trattarsi, quindi, di un raro caso di imitazione, da parte delle fornaci africane, di una forma gia prodotta altrove.
La straordinaria diffusione di questo contenitore, a partire dal II secolo d.C., è documentata dai numerosi rinvenimenti, in altri centri costieri dell'Italia, della Sicilia, della Sardegna, della Gallia e della Corsica.x
Una forma del tutto particolare ed originale sembra essere, infine, il "flacone" cilindrico monoansato, a fondo piano, presente con diversi esemplari nell'Antiquarium ostiense (nn. 8 9) e con un'esemplare integro proveniente dai livelli tardi delle Terme del Nuotatore (n. 7). In altri siti del Mediterraneo questi contenitori sono attestati fra il II e il IV secolo d.C.
In questo caso, tuttavia, il campionamento delle argille sembra indicare una produzione centro italica, la quale imita una tipologia di contenitore diffusa in Africa e, verosimilmente, nel mediterraneo.
In Africa questi materiali rientrano in diversi gruppi o classificazioni come la c.d. "ceramica a pareti sottili della Bizacena", "Early roman jug" o "Late roman jug", classificazioni che a volte differiscono a seconda dei contesti di rinvenimento ma che possono indicare materiali dello stesso tipo.
A Roma contenitori d'importazione, simili a quelli ostiensi, sono stati rinvenuti in diversi contesti tra i quali spiccano quelli sepolcrali, di Lungotevere testaccio e delle terme di Caracalla, dove erano impiegati come materiali di corredo (
http://badwila.net/pottery/corredi/index.html).

BIBLIOGRAFIA

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C. Tronchetti, L'Antiquarium Arborense e i civici musei archeologici della Sardegna, Banco di Sardegna s.d., fig. 15




Antiquarium ostiense, brocca di provenienza africana, inv. 17845
1
Antiquarium ostiense, brocche di probabile provenienza africana, inv. 36917 e 36950
2
Antiquarium ostiense, brocche di probabile provenienza africana, inv. 17848 e 17849
3
4
5
Antiquarium di Pula (CA), brocchetta di imitaziona africana - probabile produzione locale, VIII sec.
6
Ostia, Terme del Nuotatore, flacone di provenienza africana
7
Antiquarium ostiense, flaconi di provenienza africana, inv. 17865 e 37435
8
9