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L'insediamento di popolazioni pagane nella
Britannia tardo romana


Uno degli aspetti maggiormente dibattuti dall'archeologia
medievale, per lo meno dall'epoca della sua fondazione
(1974 circa), riguarda le trasformazioni succedutesi nel
tessuto sociale tardo romano (intendendo questo concetto
nel suo significato più ampio), a seguito dell'arrivo e dello
stanziamento di popolazioni nordiche, spesso solo in
minima parte gia "romanizzate" (o per nulla romanizzate),
e con concezioni religiose ed una organizzazione sociale
anche radicalmente diverse.
Il passaggio dall'antichità al medioevo, cioè, visto come
vero e proprio scontro di civiltà e di culture. Spesso  in
questo periodo le fonti letterarie si riducono a scarne
cronache e vite di santi più o meno leggendarie, per
cui l'archeologia gioca un ruolo fondamentale, pur con
tutti i limiti interpretativi che sono ad essa connaturati.
Da questo punto di vista un caso limite è rappresentato
dalla Gran Bretagna, dove a partire dalla metà del V secolo,
si ha il graduale afflusso e lo stanziamento di popolazioni, provenienti dalla Germania e dalla Scandinavia, addirittura non cristianizzate, quindi praticanti forme di religiosità di tipo pagano, la cui presenza si palesa soprattutto nell'improvvisa testimonianza di riti funerari caratterizzati dalla cremazione delle salme, e dalla sepoltura in olle, spesso contenenti anche ricchi corredi.

La fine della dominazione romana sulla Britannia è stato un processo
lungo, iniziato nella seconda metà del IV secolo, e strettamente legato
alle vicende delle altre province romane dell'Europa nord occidentale.
Nel 383 l'usurpatore Magno Massimo iniziò la propria campagna
militare a Segontium ed in seguito attraversò in armi il canale della
Manica per espandere il proprio dominio; dopo una serie di iniziali
vittorie che lo portarono a conquistare gran parte dell'Occidente
(Gallia ed Hispania) e dopo aver combattuto con successo contro
Pitti e Scoti attorno al 384, egli richiamò truppe dalla Britannia,
con il risultato di svuotare le guarnigioni dell'isola, aprendo così la
strada ai primi raid nel Galles del nord da parte degli Irlandesi.
La ribellione fu stroncata nel 388 da Teodosio, ma non tutte le sue
truppe furono rimandate in Britannia per sopperire alle gravi perdite subite dall'esercito romano nella Battaglia di Adrianopoli del 378. Attorno al 396 ci fu una crescente ondata di invasioni barbariche in Britannia; la pace nell'area venne nuovamente ristabilita attorno al 399, ma nel 401, altre truppe furono ritirate dall'isola e trasferite in Europa per fronteggiare le scorrerie di Alarico.
Quando Onorio venne proclamato imperatore nel 407, attraversò la Manica con la unità restanti della guarnigione britannica, e gli abitanti dell'isola vennero esortati per iscritto a badare alla propria difesa e al proprio governo, un fatto reso chiaro in un documento che l'Imperatore avrebbe inviato loro nel 410.
Con la fine dell'occupazione romana il tessuto sociale romano non sembra essersi immediatamente disgregato. Il periodo durante il quale la popolazione britannica romanizzata è stata sostituita da una popolazione di etnia anglosassone, ad esempio nella zona attorno a Londra, è difficile da definire con certezza. Si può supporre che questo processo sia iniziato con la comparsa dei primi elementi smaccatamente "pagani", con una marcata differenziazione rispetto al periodo precedente, e la graduale scomparsa di una organizzazione di tipo sociale e governativa.
Nel 429 dC, ad esempio, Verulamium, a meno di
nove miglia dai confini del Middlesex, visitata da
San Germano di Auxerre, risultava ancora
organizzata sulle basi sociali romane, anche se
in maniera precaria. Ma già i Pitti e i Sassoni
avanzavano in quella zona e Germano, in
quell'occasione, sembra aver aver contribuito a
respingere un loro attacco.

Le prime notozie della scoperta di sepolture
anglosassoni a cremazione risalgono al tardo
XVIII secolo, ma è probabile che allora la loro
vera importanza non sia stata riconosciuta. Le
urne di Somersham (Cambs) sono state infatti
scoperte nel 1736, quelle del castello di Burgh
(Suffolk) nel 1756 e quelle di Chatteris (Cambs)
e di Desborough (Northants) nel 1757.
Fin dalla metà del XIX secolo, sulla base di
ricerche o rinvenimenti occasionali, storici ed
archeologi inglesi si sono trovati di fronte a questa
singolare evidenza, ovvero la comparsa di
sepolcreti, ma anche vaste aree cimiteriali,
caratterizzate dalla presenza di migliaia di urne
cinerarie, prive di qualsiasi elemento che
denotasse la cristianità degli inumati, databili
sulla base dei materiali di corredo e dei materiali
associati, in un lasso di tempo che va dalla fine
dell'occupazione romana  al VII secolo circa.
In effetti è stato lo storico J.M. Kemble (1807 -
1857) nella sua pubblicazione sulle sepolture a
cremazione fino ad allora note (1855) che per
primo attirò l'attenzione sulla somiglianza fra le
urne a cremazione dall'Inghilterra orientale e
quelle di Hannover (Niedersachsen), confermando
che si trattava di sepolture attribuibili agli antichi
Anglosassoni. Uno dei primi importanti scavi è
stato condotto nei terreni dell'istituto universitario
di Girton, Cambridge, nel 1880, ma le prime
ricerche pubblicate secondo gli standards moderni
sono quelle di F.R. Mann a Caistor-by-Norwich
nel 1932-37.

Attualmente i due siti maggiormente significativi sono
i grandi cimiteri scavati a partire dalla metà degli anni '70, di Spong Hill (North Elmham, Norfolk), e Loveden Hill nel Lincolnshire, i cui materiali si trovano al British Museum.
Il cimitero più esteso, tra quelli noti, è probabilmente Spong Hill, con circa 2300 sepolture registrate, su un totale originale valutato in circa 2600. Loveden Hill è il secondo sito più esteso con oltre 1500 sepolture. Gli altri grandi siti attualmente
conosciuti sono Cleatham, Humberside (800+), Sancton (800+),
Elsham, Humberside (600+), Caistor-da-Norwich (500+),
Lackford (500+), Mucking, Essex (450+) e Newark, Notts
(400+).
Lo stato di conservazione di tutte le aree sepolcrali, spesso
fortemente danneggiate dalle arature e per il fatto stesso che le
urne venivano interrate a poca profondità rispetto alla superficie
del terreno, non consente di avere un idea chiara sull'aspetto
dei siti e sui riti funerari.
La distanza che intercorre fra le singole sepolture suggerisce che
la loro posizione dovesse essere in qualche modo contrassegnata;
in alcuni casi sono stati rinvenuti dei fori di palo dall'interno dei
cimiteri, ma in nessun caso sembra che possano interpretarsi
come segnacoli.
Tuttavia, a Spong Hill, parecchie sepolture sembrano essere state
contrassegnate dai basse lapidi in selce. A High Down (Sussex)
vi è la prova che delle strutture di legno erano associate alle
singole sepolture, forse a guisa di riparo o piattaforme. In
parecchi casi, infine, vi è la possibilità che le caratteristiche più
antiche del paesaggio, quali le fosse di confine dei terreni attuali,
possono essere usate per delineare gli antichi limiti dei cimiteri,
almeno durante parte della loro esistenza.
La maggior parte delle sepolture erano disposte in singoli pozzetti,
ma ci sono parecchi casi di due o tre urne sepolte in un singolo
pozzo, simultaneamente; occasionalmente sono documentate
sepolture più affollate, come nel caso delle 14 urne in un pozzo
di di Spong Hill, e ci sono inoltre esempi di cremazioni deposte
a più riprese sempre in un singolo pozzo.
È probabile, infine, che la maggior parte delle urne cinerarie in
origine fossero munite di un coperchio, ma questi, come sembra,
erano realizzati in materiali organici quali tessuto o cuoio, e si
sono presto decomposti facendo sì che le urne si riempissero
di terra. In molti casi, inoltre, possono essere stati distrutti dalle
arature.
Le tarde cronache anglosassoni ragistrano una serie di battaglie nel sud-est dell'Inghilterra tra britanni e gli invasori; riferimenti a guerrieri con nomi germanici catturati nel 571, dopo una battaglia, avvenuta come sembra nel vicino Middlesex, ad Aylesbury, implica che elementi armati britannici, o romani, fossero ancora presenti nel sud est
dell'isola almeno fino alla fine del 6 ° secolo.

D'altro canto alcuni aspetti "insediativi" definibili sassoni o germanici
potrebbe aver avuto origine già nel 3° secolo o anche prima.
Diversi gruppi di coloni germanici furono condotti in Gran
Bretagna gia dai romani; tra questi figurano degli Alamanni ma,
senza dubbio, anche genti di altre etnie. Conferme archeologiche
in questo senso si sono avute nelle ceramiche di produzione
locale, le quali presentano caratteri misti, romani e germanici,
e risalirebbero gia all'ultimo secolo della dominazione romana.
Ceramica di questo tipo è stata trovata in diversi luoghi presso
il Middlesex:, per esempio, la City di Londra, Verulamium, in
Essex e nel Kent. La ceramica può essere attribuita alla presenza
o all'influenza di mercenari, stanziati per motivi di servizio, prigionieri deportati o commercianti.

Una reale immagine delle migrazioni della metà del 5° secolo e seguenti, può essere ancor più complessa; forse, alcuni gruppi giunsero realmente al seguito dei loro "signori" (Lords) per ragioni legate alla conquista di nuovi territori, mentre altri lasciarono
la loro patria per motovo familiari o di lavoro (mercanti). A questi
potrebbero essersi aggiunti ex mercenari, ora in cerca di spazio,
ai quali il Middlesex, in particolare il sud della regione, avrebbe
offerto estesi terreni agricoli da sfruttare.
Motivazioni per la scelta dell'insediamento, non sono difficili da
trovare, ma la direzione da cui i nuovi abitanti giunsero è incerta.
L'evidenza archeologica delle sepolture indica un rapido
insediamento nell'alta valle del Tamigi, ad esempio nel Berkshire.
Il Kent e il Surrey, in particolare intorno a Mitcham, Ewell, e
Croydon,  sono certamente tra le prime zone di insediamento;
anche nel Cambridgeshire, ed altrove nell'East Anglia vi furono
altri insediamenti, che possono essere definiti precoci, cioè
del 5° secolo.
L'Essex invece, sulla base delle sepolture, non sembra essere
stata una densa zona di insediamento. I coloni possono avere
esteso la loro occupazione in maniera graduale, laddove era loro
offerta l'opportunità, ma dal momento che alcuni siti del
Middlesex hanno restituito materiali sassoni di datazione alta,
è difficile trovare affinità con le altre zone di occupazione nel
sud-est dell'Inghilterra.  Il regno è stato fondato, secondo la
tradizione, dal condottiero sassone Echwin (Aescwine) nel 527
d.C. ed occupava i territori a nord-est di Londra, cioè le odierne
contee dell'Essex, dell'Hertfordshire e del Middlesex.
La prima menzione di questo regno risale a San Beda il
Venerabile, che ricorda l'arrivo del vescovo (poi divenuto santo)

Mellito a Londra nel 604). Il territorio includeva infatti i resti di due vecchie capitali provinciali dell'epoca romana, Colchester e Londra, che nel VII secolo ne divenne la capitale.

Altre aree di cultura romana, infine, possono essere sopravissute più a lungo nel distretto di Londra piuttosto che in zone limitrofe; che ci siano pochi pochi reperti sassoni nel Middlesex e nella zona compresa tra St. Albans e Londra, che Verulamium nel 447 dC fosse ancora "romana", e che, nel 456 dC o 457 i Britanni dal Kent fuggirono a Londra, sono prove a sostegno di questa teoria. Dopo questo, però, non si sa nulla, per più di un secolo; ad esempio se Londra sia stata distrutta e abbandonata, o abbia continuato ad esistere come un centro abitato e commerciale.

La successiva storia della diffusione, piuttosto rapida, delle popolazioni sassoni dell'est, nella zona di Londra, verso l'interno non è stata ancora completamente chiarita. Londra diviene nuovamente sede di un vescovado all'inizio del 7° secolo, e questo suggerisce che si sia mantenuta una certa continuità di insediamento. Inoltre, il vecchio nome inglese Lunden (Londra) è nella forma molto vicino al tardo celtico Lundenion, suggerendo che i nuovi arrivati germanici abbiano mantenuto il nome dato alla città dagli abitanti celtici; quindi coesistevano nel 6° e nel 7° secolo abitanti di lingua celtica insieme ad altri di ingua germanica.
I reperti archeologici della zona si sono rivelati poco significativi rispetto alle prove fornite, ad esempio, dalla toponomastica, e sono notevolmente più scarsi di quanto ci si potrebbe aspettare. Gran parte del materiale è stato, inoltre, scoperto prima del 1900 ed è pertanto non adeguatamente registrato.
Materiali provenienti da Shepperton e Hanwell, tuttavia, appartengono sicuramente al 5° e 6° secolo d.C. A Shepperton vicino al Tamigi, vicino a Chertsey, Walton bridges, e Shepperton Range sono stati rinvenuti, in diversi momenti resti di numerose sepolture sassoni. Le sepolture sono di diverso tipo, comprendono anche fosse ad inumazione e sembrano suggerire che sia avvenuta una transizione graduale dalla popolazione autoctona ai nuovi arrivati germani.
Alcuni scheletri e quattro urne cinerarie, ad esempio, provengono da Shurlock Row (Berkshire), rinvenuti nel corso di lavori nel 1867 e 1868. Gli otto scheletri erano deposti con i piedi a est, tre disposti fianco a fianco e gli altri isolati tra loro; in associazione si sono rinvenuti una spilla a croce, tre vasi, e alcuni cocci. Due terraglie (vessels) erano state rinvenute prima del 1869 nella zona di Walton Bridge Green, contenenti ossa calcinate, una piccola quantità di vetro opalino, ed un piccolo frammento di ornamento in bronzo. M. Shurlock, autrice della scoperta, affermò di aver trovato tracce di ceramica romana nelle vicinanze.
In un'altra sepoltura ad inumazione rinvenuta nel 1868, di cui esiste un disegno, lo scheletro era disteso sulla schiena; dello scudo di legno che copriva il corpo, sopravviveva solo la parte centrale posta sul viso. Una spada era presso il braccio destro e sul fianco sinistro era stata posta una lancia, indicata dalla rimanente punta in ferro. Nel disegno viene mostrato anche un urna quasi globulare posta ad una certa distanza dai piedi, che copriva un mucchio di ossa calcinate, secondo la descrizione dalla Shurlock.

Altri rinvenimenti, per lo più dovuti al caso, allo svolgimento di lavori, ma mai a ricerche archeologiche sistematiche, denotano questa commistione di usanze funerarie diverse nelle più antiche aree di insediamento sassoni. La ceramica rinvenuta a Shepperton e nell'area di Walton è documentata da una serie di acquarelli conservati nel locale museo; L'area di Hanwell (West London) ha restituito reperti pagani di epoca sassone provenienti da almeno due siti. Uno di questi è Pit Steward, dove, tuttavia erano presenti anche fosse ad inumazione, datate al VI secolo, con corredi funerari riferibili a uomini in armi, rinvenute nel 1886

Reperti ceramici relativi ad urne cinerarie di VI secolo sono stati recuperati nel 1910 e nel 1915, sempre ad  Hanwell (Boston Road); i reperti suggeriscono un sito di tipo insediativo, in quanto vi si trovavano alcuni dischi forati, probabilmente pesi da telaio.
Tra il 1953 e il 1958 è stata scavata un'area di focolari a Northolt Manor (Middlesex); i reperti sepolcrali sassoni provenienti da questo sito sono stati datati tra la fine 7° secolo e l'inizio dell'8°, ed appartengono a tre sepolture ad inumazione, almeno due delle quali contenevano individui di sesso maschile. Vi sono stati trovati pochi elementi di corredo, non associati ai resti strutturali. Uno degli scheletri, a più di 45 metri dalle altre due sepolture, è quella di un uomo di età non superiore a trenta anni, munito di un coltello di tipo Scramasax decorato posto presso la gamba sinistra; vi erano anche un'altra punta di coltello e due punte di lancia.
Queste ultime sepolture, tuttavia, denotano il passaggio, ormai avvenuto, delle popolazioni sassoni alla religione cristiana, e il conseguente abbandono delle pratiche funerarie pagane.

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Figlio di Rustico e Germanilla, il vescovo Germano,
nacque ad Auxerre (dipartimento dell'Yonne,
Francia); i suoi genitori erano grandi proprietari
terrieri, forse di rango senatoriale. Studiò le arti
liberali (che nel Medioevo erano sette e divise in
due gruppi: arti del 'trivio' o letterarie, cioè
grammatica, retorica, dialettica e arti del 'quadrivio'
o scientifiche, cioè aritmetica, geometria,
musica, astronomia); quindi studiò quelle del
'trivio', e poi andò a Roma per acquisire il
dottorato in Diritto ed esercitare la professione
di avvocato.
In seguito divenne governatore della Provincia
Lionese Quarta, cui apparteneva Auxerre; il 1°
maggio 418 morì il vescovo della città s. Amatore,
e il clero, la nobiltà e il popolo, come si usava
allora, lo scelsero per loro vescovo, pur essendo
sposato; le leggi sul celibato ecclesiastico e della
nomina dei vescovi da parte del papa vennero più tardi.
Germano comunque si mostrò degno della scelta operata dai suoi fedeli e dal clero; distribuì i suoi beni ai poveri, adottò uno stile di vita umile e mortificato, si comportò con la sua sposa come fosse una sorella.
La sua opera di vescovo fu importante, ammaestrò i suoi chierici e i suoi monaci; sviluppò la vita monastica in Gallia, fondò un monastero maschile sulla riva destra del fiume Yonne dedicato ai Ss. Cosma e Damiano; eresse una basilica a S. Albano martire inglese e un'altra più piccola destinata alla propria sepoltura, dedicata a S. Maurizio e compagni martiri e che in seguito sarà chiamata di S. Germano.
Fece da mediatore verso il capo degli Alani nella regione di Orléans, convincendolo a trattare, salvando così l'Armorica (gli Alani erano una popolazione caucasica, che al seguito degli Unni, penetrarono nell'Europa centrale, contribuendo alla caduta dell'impero romano); prese posizione contro l'eccessivo peso delle imposte pagate dai suoi diocesani.
Ma Germano fu impegnato anche in iniziative pastorali in Inghilterra, delegato dal papa s. Celestino I nel 429-30, contro l'eresia pelagiana ottenendo un netto successo. (Il pelagianesimo fu un movimento ereticale iniziato da Pelagio (360-422) monaco britannico, che accentuando le capacità naturali del libero arbitrio, negava la necessità della Grazia divina per il retto uso della volontà umana).
Nella Pasqua del 430, contribuì alla vittoria dei Brettoni sui Pitti e i Sassoni, facendo gridare loro un fragoroso 'Alleluia' che spaventò gli avversari; ritornò in Gran Bretagna una seconda volta nel 445 e certi studiosi dicono, che Germano avesse portato nella grande isola il testo delle 'Epistole' di s. Paolo, riprodotto dal 'Libro di Armagh'; si dice che s. Patrizio, apostolo dell'Irlanda, vivesse ad Auxerre, già al tempo del vescovo s. Amatore e che fosse discepolo di s. Germano.
Suscitò e incoraggiò fra i Brettoni, la vocazione religiosa della giovane s. Genoveffa (patrona di Parigi). Nel 448 infine si recò alla corte imperiale di Ravenna, per perorare la causa dell'Armorica (antico nome della Bretagna) in conflitto con Ezio, vicario imperiale della Gallia, che minacciava di farla invadere dagli Alani.
E durante quest'ultima missione, Germano morì a Ravenna il 31 luglio 448, fra il compianto generale, specie dell'imperatrice madre Galla Placidia e dei vescovi presenti, in particolare di s. Pier Crisologo, vescovo di Ravenna.
Il suo corpo fu imbalsamato, deposto in una cassa di cipresso e riportato ad Auxerre, come da suo desiderio. Il trasporto fu organizzato dalla corte imperiale per mezzo di squadre di soldati; viaggio difficoltoso per un vivo, visto la distanza e la viabilità di allora, figuriamoci per una bara, che ad ogni modo fu venerata al suo passaggio, dalle popolazioni locali.
Il territorio della contea dell'Essex o East Seaxe, cioè regno dei sassoni dell'est, area dei primi insediamenti germanici in territorio britannico
Solido aureo dell'usurpatore Magnus Maximus
Bulla facente parte dei doni nuziali Onorio a Maria, e ritrovato nella tomba di quest'ultima nell'antica basilica di San Pietro in Vaticano: il chi-rho è formato dall'intreccio dei nomi 'Onorio', 'Maria', 'Stilicone' e 'Serena', accompagnati dall'esclamazione 'Vivatis!'.
Urne cinerarie sassoni provenienti da Loveden Hill (Lincolnshire) e da Bradstow School (Broadstairs Kent)
Sepoltura sassone a cremazione nel cimitero di Spong Hill
Corredo di una delle sepolture a cremazione del cimitero di Spong Hill