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Lo studio delle fibule altomedievali in Inghilterra

A partire dal 1997 il British Museum di Londra, in collaborazione
con altre istituzioni culturali inglesi, sta portando avanti la raccolta
e catalogazione sistematica dei materiali "suntuari" di epoca
anglosassone provenienti dal sud est dell'isola, e in particolare
dal Kent e regioni limitrofe ("Early Anglo-Saxon Brooches in
southern England").
Si tratta di un iniziativa assolutamente lodevole, soprattutto se si pensa che i risultati ottenuti vengono regolarmente aggiornati e messi in rete dove chiunque può consultarli (uno degli ultimi aggiornamenti è visibile all'indirizzo internet
http://www.finds.org.uk/documents/conf07/mclean.pdf).
Inutile fare raffronti con l'Italia, dove la catalogazione sistematica
del patrimonio storico artistico deve ancora fare i conti con
iniziative locali, prive di coordinamento e, addirittura, si fatica a
creare ed imporre modelli unificati per l'acquisizione di dati.
Per quanto riguarda l'Inghilterra, invece, il lavoro procede di pari
passo con la sistematica ricognizione del territorio, sulla base di
vere e proprie indagini archeologiche, ma anche rinvenimenti
fortuiti e ricerche di superficie.
Gran parte del materiale, poi, proviene da rinvenimenti del
passato; addirittura del XVIII e XIX secolo.
È il caso del cimitero di Abingdon, nell'Oxfordshire, indagato a
più riprese tra la fine del XIX  e l'inizio del XX secolo, e da cui proviene un piccolo ma interessante gruppo di manufatti anglosassoni.
Le indagini più approfondite si sono svolte fra il 1934 e il 1935, ad opera di D.B. Harden ed E.T. Leeds i quali hanno rinvenuto un grande sepolcreto anglosassone, situato sulla strada di Saxton in Abingdon, databile all'incirca tra il 425 e il 625 d.C.
Vi sono state rinvenute, in totale, 82 sepolture a cremazione e 122 inumazioni.
Le dimensioni e la struttura del cimitero suggeriscono che una piccola comunità socialmente stratificata abbia vissuto vicino ad Abingdon dall'inizio dell'epoca anglosassone; infatti il cimitero ha restituito sepolture maschili, femminili e infantili, frammiste fra loro.
La maggior parte delle cremazioni sono state rinvenute all'interno di urne in terracotta, quattordici delle quali
contenevano anche corredi
comprendenti oggetti d'uso comune
come pettini in osso, anelli da borsa
in avorio, e svariati oggetti da toletta.
Settantatre delle inumazioni, inoltre,
contenevano a loro volta dei corredi
preziosi, con elementi del vestiario,
tra cui molte fibule, collane, amboni
di scudi e coltelli (I reperti sono
conservati nel museo di Ashmolean,
dal servizio dei musei di Oxfordshire e
nel museo di Abingdon).

Fino alla fine di marzo del 2004, nell'ambito del progetto è stato censito un totale di 180 fibule alto medioevali. Di queste, 154 si datano entro il primo periodo anglosassone (dal V all'inizio dell'VIII secolo), 7 alla metà dello stesso periodo (VIII - IX secolo) e  solo 5 al tardo periodo sassone (dal X all'XI secolo). Quattordici fibule, allo stato attuale, non mostrano invece particolari elementi datanti per poter essere assegnate ad un periodo specifico.
Fra tutte le fibule del primo periodo anglosassone, la maggior parte (95 esemplari) può essere datata solo in maniera generica al V secolo o all'inizio del VI, mentre le altre 39 sono databili alla seconda metà del VI secolo.
Soltanto 6 esemplari hanno potuto essere datati tra la fine del VI secolo e l'inizio del VII, mentre nessun esemplare risulta databile tra la metà del VII secolo e all'inizio dell'VIII.

Tra i dati di maggior rilievo scaturiti dalla ricerca, tuttora in corso, vi sarebbe una tendenza generale verso la deposizione di oggetti di corredo, anche preziosi, nel corso del VI secolo, in contrasto con la generale scarsità di corredi nelle sepolture del V secolo.
Parallelamente i ritrovamenti ottenuti da ricognizioni sul terreno, anche con l'aiuto del Metal-Detector, o provenienti dallo scavo di contesti non funerari, mostrano una forte concentrazione nella presenza di fibule in bronzo o lega di rame nel V e all'inizio del VI secolo.

Per quanto riguarda la tipologia dei manufatti solo 12
di essi sono stati catalogati come "fibule a disco", con
semplicissime decorazioni del tipo detto "ring-and-dot
ornament" databili tra il V e l'inizio del VI secolo.
Tuttavia, come accennato, nella maggior parte dei casi
le fibule presentano scarsi elementi stilistici e cronologici,
e la tipologia esatta in cui inserirle rimane incerta.
Alcuni manufatti registrati come "fibule a disco" possono,
infatti, essere anche delle fibule dette "a bottone", anche
se questo gruppo, attualmente, non viene distinto in maniera
specifica nel totale dei manufatti databili al V - VI secolo.
Per altro è stata anche rilevata una presenza elevata di fibule "cruciformi" piccole e di forma allungata, e fibule "a bottone", in tutti precedenti report inseriti nel progetto.
Potrebbe essere discusso il fatto che gran parte delle piccole fibule "cruciformi" non rappresentano una categoria omogenea e a se stante fra gli altri manufatti, nel qual caso le fibule a bottone e cruciformi rappresenterebbero proprio i tipi più comunemente utilizzati nell'Inghilterra sud orientale, nel corso della prima epoca anglosassone.

La classe delle fibule "cruciformi", rinvenute più o meno
in tutta l'area oggetto della ricerca, continua ad essere
rappresentata dalle tipologie più antiche e relativamente
semplici nella forma. Queste vengono oggi distinte come
gruppo regionale rispetto a quelle provenienti da altre
regioni dell'Inghilterra.
La studiosa Catherine Mortimer ha individuato i paralleli più vicini,
per tali fibule cruciformi rinvenute nel Kent, negli analoghi
manufatti prodotti nella Frisia (att. Paesi Bassi). Ad oggi sono
note circa 140 fibule cruciformi, la maggior parte delle quali
provenienti da ricognizioni di superficie con Metal Detector,
prodotte e/o esportate da questa regione del Mare del Nord.

Una piccola parte delle fibule registrate fino ad oggi sembra
provenire da sepolture danneggiate dalle arature; la maggioranza
dei rinvenimenti, tuttavia, è composta da fibule semplici in
bronzo, spesso danneggiate, le cui circostanze di ritrovamento
fanno supporre che non siano mai state deposte in una sepoltura.
Effettivamente non c'è motivo per non considerare le fibule alla
stessa stregua dei molti altri tipi di accessori per il vestiario, di
tutti i periodi, la cui presenza nel terreno si attribuisce solitamente
alla perdita casuale.
A questo proposito possono essere considerati i materiali più
rappresentativi dell'utilizzo giornaliero dagli abitanti anglosassoni del Kent, rispetto
agli oggetti generalmente di maggior pregio e valore, che invece erano spesso 
depositati nelle sepolture tra il V e il VII secolo.
Il fatto poi che la classe di fibule maggiormente rappresentata sia quella derivante
dalle fibule cruciformi scandinave del sud, del tipo detto "Jutish/Frisian" rappesenta
un altro dato significativo.

Non tutte le fibule di epoca anglosassone, infine, sono riconducibili ali tipi sopra
menzionati (a disco, a bottone o cruciformi). La fibula nella foto in basso a sinistra,
dalla forma singolare rinvenuta nel 1850 a Castle Island, consiste in un grande
elemento a disco fissato ad una sezione a forma di Z, che forma due scanalature
aperte e termina in un gancio e in disco più piccolo. Tali oggetti, chiamati in maniera
erronea 'latchets', costituivano un tipo di fibule per vestiario che probabilmente
venivano fissate con dei lacci fatti passare nelle scanalature fra i due dischi.
Questo particolare tipo di fibule sono state rinvenute soltanto in Irlanda,  sono rimasti
in uso solo fino al settimo secolo e potevano essere anche utilizzate in coppia.
I 'latchets' più antichi, alcuni dei quali sono conservati nel British Museum di
Londra, hanno un corpo in forma di S aperta, dall'andamento più fluido, anch'esso
unito ad un grande disco.
Alcuni di questi, infine, dispongono di una chiusura a molla, insieme allo stesso sistema di fissaggio con lacci, e quindi potevano essere fissati attraverso la stoffa o essere cuciti sul tessuto di un indumento.
L'impiego raffinato dello smalto rosso e i motivi
decorativi a spirale realizzati con estrema precisione,
contribuiscono a fare di questo oggetto un autentico
distintivo dello stato sociale del proprietario che lo
indossava. Le linee curve e i motivi astratti riprodotti,
inoltre, sembrano tipici dell'arte celtica medioevale in
Gran-Bretagna e Irlanda, e questo particolare
suggerisce che l'oggetto possa provenire proprio
dall'Irlanda.

Bibliografia

H. Peake, The Archaeology of Berkshire, London 1931.

E.T. Leeds and D.B. Harden, The Anglo-Saxon Cemetery at Abingdon, Berkshire. University of Oxford, Oxford 1936.

A.L. Meaney, A Gazetteer of Anglo-Saxon Burial Sites, London 1964, pp. 43 - 44, 208.

J. May, "Romano-British and Saxon Sites near Dorchester-on-Thames, Oxfordshire", Oxoniensia, XLII, 1977, pag 47-53.

H.E. Kilbride-Jones, Celtic craftsmanship in bronze, London, Croom Helm, 1980

S.M. Youngs, The work of angels: masterpiec, London, The British Museum Press, 1989

A. MacGregor and E. Bolick, Summary Catalogue of the Anglo-Saxon Collections (Non - Ferrous Metals), BAR British Series 230, Oxford 1993.



Esempi di fibule a disco di epoca anglosassone provenienti da cimitero di Abingdon
Frammento di pettin in osso di epoca anglosassone, caratterizzato dalla decorazione detta "ring-and-dot-ornament"
Fibula cruciforme da Norfolk
Fibula a bottone da Smith s Pit Cassington
Fibula cruciforme da Gaukler
latchet irlandese da Castle Island