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La sommossa dei contadini in
Inghilterra nel giugno 1381

(traduzione di Badwila)

Mentre quelle trattative e discussioni
proseguivano, avvennero in Inghilterra
fatti disastrosi e grandi rivolte da parte
della gente comune, a causa delle quali
il paese venne quasi portato alla rovina
in maniera irreparabile.
Non vi fu mai alcuna nazione o regno
che abbia corso un pericolo tanto
grande come l'Inghilterra in quel tempo.
Tutto ciò avvenne a causa dell'abbondanza
e della prosperità in cui la gente viveva quando questa ribellione esplose, come nei giorni da poco trascorsi, in cui Jack Goodmans ha imperversato in Francia ed ha commesso molti delitti, e da cui la terra nobile di Francia ha ricevuto la ferita più grande.
Queste fatti terribili furono causati, in Inghilterra, da uno sconosciuto, per circostanze e cause insignificanti. Affinché possa servire da lezione a tutti gli uomini e alla verità, io descriverò le circostanze ed i fatti come allora fui informato su di essi.

È abitudine in Inghilterra, come in parecchie altre nazioni, che i nobili abbiano il loro sostentamento a spese del lavoro di altri uomini tenuti in servitù; ciò è considerato giusto, e in base a questa consuetudine, essi devono lavorare le terre dei nobili, raccogliere i cereali e portarli ai castelli, e porli nei granai, trebbiare e spulare; falciare il fieno e trasportalo ai castelli, e tutte tali mansioni sono forzate; tutto questo essi devono, in base al rapporto di servitù nei confronti dei loro padroni.
In Inghilterra vi è un numero molto più grande, che altrove, di tali uomini che sono obbligati a servire i prelati ed i nobili. E nelle contee di Kent, di Essex, di Sussex e di Bedford in particolare, ve ne sono più che in tutto del resto dell'Inghilterra.

Questa gente malvagia, nelle contee appena citate, ha cominciato ribellarsi perché, come loro hanno detto, la sottomissione era ormai intollerabile, e quando il mondo venne creato non vi erano servi e non sarebbero potuti esistere, a meno che si fossero ribellati contro il loro signore, come Lucifero fece contro Dio; ma che essi non erano a quell'altezza, non essendo angeli ne spiriti, ma uomini formati nell'immagine dei loro padroni, e tuttavia sono stati trattati come animali.
Ciò era una cosa che non si poteva più tollerare, desiderando piuttosto essere considerati come persone uguali, e poter ricevere una giusta paga per il lavoro effettuato per i nobili.
In questa loro convinzione erano stati consigliati fin dall'inizio, da un prete chiamato John Ball, che era stato incarcerato parecchie volte per le sue parole ostili dall'Arcivescovo di Canterbury.
Questa John Ball aveva preso l'abitudine, alla domenica dopo la messa quando i fedeli uscivano dalle chiese, di andare per le città, radunare la gente intorno a lui e predicare così: 'Oh gente buona, io penso che le cose non possono andare giustamente in Inghilterra, fino a che la ricchezza non sarà per tutta la popolazione, non ci saranno più villani e gente nobile, ma saremo tutti uguali; in che senso coloro che chiamiamo signori o padroni sono migliori  di noi stessi ? Come lo hanno meritato? Perché ci tengono in servitù ? Se noi tutti veniamo dallo stesso padre e dalla stessa madre, Adamo ed Eva, come si può sostenere o dimostrare che essi valgano più di noi, a meno che non restituiscano a noi la ricchezza che loro spendono, che è frutto del nostro lavoro ? Sono ricoperti di velluto ed "camlet" intessuti con scoiattolo ed ermellino, mentre noi andiamo vestiti in panno grezzo. Hanno i vini, le spezie ed il buon pane; e noi abbiamo la segale, le bucce e la paglia e beviamo l'acqua. Hanno riparo e prosperano nelle loro grandi proprietà, mentre noi viviamo nella fatica e lavoriamo duramente, con il vento e la pioggia nei campi. E tutto questo viene da noi, dal nostro lavoro, tutte le cose che li mantengono nel lusso. Siamo chiamati servi e siamo battuti se siamo lenti nel nostro servizio a loro, tuttavia noi non abbiamo alcun giudice a cui possiamo sporgere querela che ci ascolti e faccia giustizia. Andiamo dunque dal re - è giovane - e raccontiamogli quanto siamo oppressi e diciamogli che desideriamo che le cose cambino, altrimenti le cambieremo noi stessi. Se andiamo insieme e ci mostreremo tutti uniti, molta gente che come noi è oppressa dalla servitù, ci seguirà per ottenere la libertà. E quando il re ci vedrà e ci ascolterà, porrà un rimedio contro tutta questa malvagità.'

Questo era il genere di cose che John
Ball predicava quotidianamente nei
villaggi alla domenica, quando le folle
di gente uscivano dalla messa, e molta
della gente comune concordava con lui.
Alcuni, che non possedevano alcun
bene, ad esempio, gridavano: 'è giusto
!'; e fuori nei campi, o nel camminare
insieme da un villaggio ad un altro, o
nelle loro sedi, hanno bisbigliato e
ripetuto fra di loro: 'che le cose che John Ball dice, e lui stesso è nel giusto.'
L'Arcivescovo di Canterbury, essendo informato di tutto questo, ha fatto arrestare e mettere in prigione John Ball, e ve lo ha tenuto per due o tre mesi come punizione.
Sarebbe stato meglio, tuttavia, se lo avesse condannato all'imprigionamento a vita nella prima occasione, o lo avesse fatto mettere a morte; ma ha avuto grandi scrupoli circa il fatto di condannarlo a morte e infine lo ha fatto liberare. Infatti quando John Ball era in prigione ha continuato con i suoi intrighi come prima.
Le cose che egli faceva e diceva giunsero così agli orecchi della gente comune di Londra, che era invidiosa dei nobili e dei ricchi. Costoro hanno cominciato a sostenere che il paese era stato male governato, e che si stava rubando la ricchezza comune da parte di coloro che si fanno chiamare "noblemen".
Così questi uomini malvagi a Londra iniziarono a diventare insubordinati e a ribellarsi, ed hanno riferito tali parole alla gente nelle contee gia accennate per indurli a venire a Londra e ad allearsi con loro, in quanto avrebbero trovato la città aperta e la gente comune dal loro lato. Avrebbero potuto, allora, far pressione sul re, in modo che ci non sarebbero stati più servi in Inghilterra.
Queste promesse incitarono la gente del Kent, Essex, Sussex, Bedford e dei distretti vicini che così si riversarono fuori e si diressero verso Londra. Erano oltre sessanta mila ed il loro capitano era un tale Wat Tyler.
Con lui come suoi compagni erano John Ball e Jack Straw. Questi tre erano i capi e Wat Tyler era il principale di loro: era un piastrellista di tetti e un personaggio malvagio e disgustoso.

Il fatto ebbe luogo il lunedì prima del giorno del Corpus Christi (25 maggio), durante l'anno 1381, quando tutto quel popolo lasciò le proprie sedi per andare a Londra ad incontrare il re, per essere liberati dalla servitù.

Così raggiunsero Canterbury e con loro presero anche John Ball, che voleva incontrare l'Arcivescovo, ma questi era a Londra con il re.
Anche Wat Tyler e Jack Straw vennero a Canterbury; e quando entrarono [in città] sono stati ancora di più incoraggiati, dato che la città intera era dalla loro parte. Si sono consultati insieme ed hanno deciso che, mentre erano in cammino per Londra, avrebbero inviato messaggeri attraverso il Tamigi nell'Essex ed il Sussex e nelle contee di Stanfort e di Bedford, per dire a tutta quella gente di venire verso Londra dall'altro lato, di modo che avrebbero circondato la città ed il re non avrebbe potuto sottrarsi a loro.
La loro intenzione era di unire le forze dopo il giorno del Corpus Christi. Coloro che erano a Canterbury sono quindi entrati nella cattedrale di St Thomas e vi hanno fatto molti danni. Vennero saccheggiati gli alloggiamenti dell'Arcivescovo e mentre saccheggiavano e portavano via ogni cosa hanno detto: 'questo Cancelliere dell'Inghilterra ha ottenuto tutta questa ricchezza senza alcun lavoro. Presto dovrà rendere a noi buona parte del reddito dell'Inghilterra e delle somme enormi che ha imposto dall'incoronazione del re'.
Dopo aver saccheggiato l'abbazia di St Thomas e l'abbazia di St Vincent, il lunedì, di prima mattina partirono per Rochester, con tutta la gente comune di Canterbury che si era unita a loro.
Hanno richiamato tutta la gente dai villaggi che hanno attraversato e sono passati ovunque come un ciclone, abbattute e sventrante le case degli avvocati e dei giudici delle corti, degli Arcivescovi senza mostrare alcune misericordia. Quando raggiunsero Rochester vennero accolti con entusiasmo dalla gente di quella città che era ormai tutta del loro partito.
Andarono quindi al castello e presero prigioniero il capitano, Sir John Newton, che era inoltre il governatore della città. Gli hanno detto: 'dovete venire con noi, essere il nostri condottiero e capitano e fare qualunque cosa vi chiediamo.'
Il cavaliere ha provato a rifiutare, dando parecchi motivi poiché era un uomo onesto. Gli hanno detto: 'Sir John, se non farete come desideriamo, siete morto'. E allorché quel cavaliere vide tutti quegli uomini furiosi pronti ed intenzionati ad ucciderlo ha temuto così la morte che ha obbedito, unendosi a loro.
Gli uomini dagli altri distretti dell'Inghilterra, Essex, Sussex, Kent, Stanfort, Bedford e dal vescovado di Norwich fino a Gernemue e Lynn, si sono allora comportati tutti nello stesso modo. Hanno rapito i cavalieri ed i nobili - come il Signore di Morlais,  un Barone, Sir Stephen Hales e Sir Stephen di Cosington - e li hanno costretti ad andare con loro.

Si consideri appena che cosa tutto questo avrebbe provocato anche all'estero. Se i loro programmi fossero riusciti, avrebbero distrutto tutta la nobiltà dell'Inghilterra; ed in seguito, in altre nazioni, tutta la gente comune si sarebbe ribellata; sarebbe stata ispirata ed influenzata anche dalla gente di Gand e della Fiandre che si è ribellata contro il loro signore. E in questo stesso modo hanno agito anche i parigini, sollevandosi in numero di oltre venti mila.
Ma in primo luogo è bene continuare con la storia dei ribelli inglesi dalle contee che ho menzionato.

Quando quel gran numero di persone
che si era fermato a Rochester realizzò
il proprio scopo, attraversarono il fiume
[Medway] e si recarono a Dartford,
ed ancora continuarono a distruggere
le case degli avvocati e dei giudici ogni
volta che ne hanno incontrate.
Hanno tagliato le teste ad un gran
numero di uomini ed infine sono giunti
circa a dodici miglia di Londra; e si
sono fermati su una collina conosciuta
come Blackheath. E mentre andavano
hanno detto di aver corrisposto al re e
ai nobili dell'Inghilterra.

Quando gli abitanti di Londra seppero che costoro erano giunti così vicino a loro, hanno chiuso i cancelli del Ponte di Londra e vi hanno inviato le difese armate.
Ciò venne fatto agli ordini del signore sindaco della città, sir William Walworth e di un certo numero di cittadini ricchi che non erano del partito ribelle, comunque vi erano più di trenta migliaia di popolani a Londra.
Gli uomini che erano a Blackheath quindi decisero di inviare il loro cavaliere al re nella Torre per chiedergli di venire a trattare con loro e dirgli che tutto quello che essi stavano facendo era nel suo interesse, poiché per molti anni addietro il regno dell'Inghilterra era stato mal governato, sia per quanto riguarda il prestigio che il benessere della gente comune, e tutto questo grazie ai suoi zii ed il suo clero e principalmente l'Arcivescovo di Canterbury, il suo cancelliere, dal quale hanno richiesto una spiegazione.
Il cavaliere non ha osato rifiutare ma si è recato sul lato del Tamigi di fronte alla Torre ed egli stesso ha remato attraverso il fiume.
Così sir John Newton ha portato il messaggio, e pregato il re di dargli una risposta da portare indietro, perché i suoi figli erano tenuti in ostaggio nel caso egli non fosse tornato. Richard ha così promesso di parlare il giorno seguente ai ribelli in persona.
La mattina del giorno del Corpus Christi, il re Richard ha sentito la messa nella Torre di Londra con tutti i suoi nobili ed in seguito è entrato nella sua barca, accompagnato dai Conti di Salisbury, di Warwick, di Oxford e di altre città.
Hanno remato verso valle per attraversare il Tamigi vicino a Rotherhithe, uno dei possedimenti reali, in cui circa dieci migliaia di "goodmen", scesi dalla collina, stavano attendendo per vedere il re e per comunicare con lui.
Quando videro giungere la barca reale, tutti iniziarono a gridare e si è sollevato un tal frastuono che sembrava come se tutti i diavoli nell'inferno fossero stati liberati insieme.
Avevano portato con loro anche il cavaliere John Newton e se il re non fosse venuto e avessero scoperto che li aveva ingannati, si sarebbero regolati su lui e lo avrebbero fatto a pezzi; questo era quello che gli avevano promesso.
Quando il re ed i suoi nobili videro la folla dirigersi verso banca, i più di loro ed i suoi Baroni, spaventati, hanno raccomandato il re di non sbarcare, e hanno cominciato a girare la barca. Ma il re ha gridato: 'signori, che cosa hanno da dire a me? Dite dunque, sono venuto qui per parlare con voi.'
Coloro che potevano sentirlo gridarono con una sola voce: 'sbarcate dunque voi! Sarà più facile spiegarvi che cosa desideriamo.' Il Barone di Salisbury, parlando per il re, rispose: 'signori, non siete in uno stato adatto affinché il re ora possa comunicare con voi.'
Niente è stato aggiunto a questo ed il re è tornato indietro, come raccomandato, alla Torre di Londra da dove era partito.

Quando quella gente vide che non avrebbero ottenuto niente di più, hanno reagito con furia. Sono tornati alla collina, dove erano rimasti i più di loro, e raccontato che cosa si era detto a loro e che il re era tornato di nuovo alla Torre.
La massa intera gridò: 'A Londra! Diritto a Londra!' Cominciarono così a correre giù verso la città, distruggendo le case degli abati, degli avvocati e dei funzionari di corte e sono giunti nei sobborghi.
Distrussero parecchie costruzioni e, in particolare, le prigioni del re, che sono denominate "Marshalseas", e liberarono tutti i prigionieri che erano all'interno.
Hanno commesso molti oltraggi nella periferia e, quando raggiunsero il Ponte, cominciarono a minacciare il Londinesi poiché avevano chiuso le porte. Hanno minacciato di appiccare il fuoco a tutta la periferia ed allora avrebbero preso Londra e l'avrebbero bruciata e distrutta.
La gente comune di Londra, molti dei quali erano dalla loro parte, si è riunita e hanno detto: 'perché non lasciato che questa buona gente entri nella città ? È la nostra propria gente e fanno tutto questo anche per noi.'
Così i cancelli vennero aperti e tutti quegli uomini feroci entrarono nella città, e nelle case che furono messe a loro
disposizione. Niente venne loro rifiutato e tutti si
sono dati da fare per accoglierli favorevolmente
in città e per fornire loro cibi e bevande.
Dopo qiesto i loro capi, John Ball, Jack Straw e
Wat Tyler, con più di trenta mila uomini,
attraversarono Londra e si recarono al palazzo
della Savoy, una costruzione molto ricca sul
Tamigi nei pressi del palazzo del re di Westminster,
ed  appartenente al duca di Lancaster.
Hanno occupato rapidamente l'interno, hanno
ucciso le guardie, e quindi l'hanno dato alle fiamme.
Dopo aver commesso questo oltraggio, passarono
al palazzo degli Ospedalieri di Rodi, conosciuto
come st John di Clerkenwell e l'hanno bruciato, la
casa, la chiesa, l'ospedale e tutto.
Oltre a questo, andarono strada per strada,
uccidendo tutti i "Flemings" che trovavano nelle
chiese, nelle cappelle e nelle case. Nessuno è stato
risparmiato. Assaltarono molte case appartenenti
ai "Lombards" e le saccheggiarono apertamente, e nessuno è stato tanto audace da resistergli.
Nella città uccisero anche un uomo ricco chiamato Richard Lyon, di cui Wat Tyler era stato servo una volta durante le guerre in Francia. In un'occasione Richard Lyon aveva frustato il suo servo, e Wat Tyler se la è ricordato.
Ha condotto i suoi uomini da lui, e gli ha fatto tagliare la testa davanti lui e quindi l'ha infilzata su una lancia e l'ha portata in giro per le vie. Così quei malvagi vennero presi da tale frenesia selvaggia, che commisero molti crimini durante quel giovedì a Londra.

Verso la sera, si raccolsero tutti insieme per la notte in una piazza denominata St Katharine, giusto fuori della Torre di Londra e dissero che non si sarebbero mossi fino a che il re non li avesse ricevuti e non avessero potuto esporgli tutte le loro richieste.
Inoltre dissero che avrebbero voluto avere un acconto, dal cancelliere del re, di tutte le somme di denaro che erano state estorte nel regno durante i cinque anni trascorsi e che a meno che lui non fosse riuscito a rendere loro un buono e soddisfacente acconto, sarebbe stato peggio per lui.
Con quelle intenzioni, dopo un giorno speso nel fare molto danno agli stranieri [foreigners] a Londra, si sono accomodati per la notte fin sotto le pareti della Torre.
Si piò immaginare quale situazione spaventosa fosse, quella, per il re e tutti quelli che erano con lui, con quegli uomini diabolici che gridavano e che urlavano all'esterno come diavoli.
Nella sera il re, con i suoi fratelli ed i Baroni intorno a lui, acconsentì ad un piano proposto a loro dal sindaco di Londra, Sir William Walworth, e da altri cittadini illustri.
Si sarebbero dovuti recare alla mezzanotte, completamente armati, giù per quattro vie differenti, e piombare all'improvviso su quegli uomini diabolici, sessanta mila quanti erano, mentre erano addormentati.
Tutti sarebbero stati ubriachi e sarebbero stati uccisi come mosche, poiché non uno tra venti di loro era armato. E può dirsi che la gente leale e ricca a Londra era gia posizionata nella maniera opportuna per fare questo.
Aveva organizzato [Sir Robert] segretamente i loro amici nelle loro case, e tutti i loro servi avevano trasportato le armi. Lo stesso Sir Robert Knollys era nella sua casa, che custodisce il suo tesoro, con oltre sei uomini in tutto pronti e armati per il combattimento, che sarebbero corsi fuori immediatamente se la parola fosse stata data.
E lo stesso per quanto riguarda Sir Perducat d'Albret, che era a Londra a quel tempo, e che avrebbe potuto radunare fra sette ed otto mila uomini, tutti completamente armati.
Ma nulla di tutto questo venne fatto, per timore della reazione della gente comune a Londra. Le menti più sagge, quale il Barone di Salisbury, consigliarono al re: 'Sire, se potete calmarli con delle parole giuste, ciò sarebbe la cosa migliore. Promettete di concedere tutto ciò che stanno chiedendo.
Se diamo inizio ad una
impresa che non siamo sicuri di poter
portare a termine, non ci sarà più modo
di porvi rimedio prima che noi ed i
nostri eredi saremo distrutti e tutta
l'Inghilterra sia ridotta in rovine.'

Questo consiglio venne seguito ed al
sindaco vennero dati nuovi ordini: far
cessare quanto proposto e non fare
nulla che avrebbe potuto causare
maggiori difficoltà. Ed egli ha obbedito,
come era suo dovere. Ora, insieme al
sindaco, la città di Londra ha dodici
Aldermen [Membri dell'assemblea
municipale]. Nove erano dalla parte
del re, come le loro azioni hanno
dimostrato, e tre erano dalla parte di
quegli uomini diabolici, come fu chiaro
in seguito per il loro agire; ed hanno pagato molto caro per questo.

Sulla mattina di venerdì, la folla nella piazza di st Katharine sotto la Torre cominciò a muoversi e a gridare in maniera tale per far capire che se il re non fosse sceso a parlare con loro, avrebbero preso la Torre di forza ed avrebbero ucciso tutti all'interno.
Per timore di questa minaccia, il re aveva deciso il da farsi: mentre quelli inviavano la richiesta sarebbe uscito da Londra per recarsi in luogo all'aperto denominato Mile End, situato nel mezzo di un bel prato, in cui la gente va per ricreazione in estate. Il re avrebbe riservato quel luogo per chiunque avesse avuto qualcosa da domandare a lui; il sindaco di Londra ha annunciato loro questo e lo ha fatto gridare ovunque nel nome del re: chiunque avrebbe desiderato comunicare con lui avrebbe potuto recarsi al posto accennato, nella certezza che il re si sarebbe trovato là per ascoltare.
Allora tutta quella gente, con i rappresentanti dei villaggi, cominciò a muoversi verso Mile End, ma non tutti erano d'accordo sul fatto che quella fosse la giusta soluzione. Vi erano molti di loro il cui unico scopo era di distruggere i nobili, rapinare la loro ricchezza e saccheggiare tutta Londra.
Quella era la ragione principale per cui avevano iniziato tutto questo. Hanno mostrato rapidamente le loro intenzioni, dato che non appena il cancello della Torre venne aperto ed il re era uscito con i Baroni di Salisbury, Warwick ed Oxford, e Sir Robert di Namur, il Signore di Vertaing, il Signore di Gommegnies e vari altri, Wat Tyler, Jack Straw e John Ball entrarono nel castello con la forza e con circa quattrocento uomini, e andarono di stanza in stanza fino a che non hanno trovato l'Arcivescovo di Canterbury Simon [Sudbury].
Quell'uomo saggio e degno, cancelliere d'Inghilterra, che aveva celebrato appena il servizio divino e detto la messa per il re, venne così rapito da quegli sconsiderati ed immediatamente decapitato.
Così fecero anche al Grande Priore dell'ospedale di St John, e ad un frate francescano che era medico fisso del Duca di Lancaster, che è la ragione per la quale è stato ucciso, e della successiva rabbia del suo padrone, un ufficiale del re, chiamato John Law.
Le loro teste vennero issate su delle lunghe lance e portate dalla folla in giro per le vie della città; e quando le ebbero mostrate ovunque, le hanno poste sul Ponte di Londra, come se costoro fossero stati traditori del re e del regno.
Quei criminali inoltre entrarono nella stanza della Principessa del Galles devastandola, ed hanno così terrorizzato la Principessa che ha perso i sensi. I suoi servitori e le domestiche l'hanno trasportata giù con le loro braccia al cancello sul fiume e l'hanno posta in una piccola barca che ha preso il largo verso la Torre, dove è stata posta al sicuro in una casa conosciuta come il "Wardrobe" della regina.
È rimasta là per un giorno e una notte, distrutta per il terrore, fino a che venne confortata da suo figlio il re, come racconterò successivamente.

Mentre il re stava andando verso Mile End fuori Londra, i suoi due fratelli, il Barone di Kent e Sir John Holland, che lo accompagnavano per il timore che venisse ucciso  - e con loro inoltre è andato anche il signore di Gommegnies -, non osavano mostrarsi alla popolazione di Mile End.
Quando il re giunse, accompagnato dagli altri nobili sopra menzionati, vide oltre sessanta mila uomini dei distretti e dei vari villaggi dell'Englishcounties. Si è così recato direttamente fra loro ed ha detto molto cortesemente: 'buona gente, sono il vostri signore e re. Che cosa state chiedendo? Che cosa desiderano chiedermi ?'
Coloro che erano abbastanza vicino da poter ascoltare hanno così risposto: 'noi ti chiediamo do renderci liberi per l'eternità, noi e i nostri eredi e le nostre terre, e di modo che mai più saremo denominati servi o "bondmen".'
E il re ha così risposto: 'questo io lo garantisco. Ora tornate alle vostre case nei vostri villaggi e nelle vostre terre come siete venuti qui, ma lasciate due o tre uomini in rappresentanza di ogni villaggio. Scriverò immediatamente delle lettere e le segnerò con il mio sigillo, in modo che le portino indietro con loro, a garanzia di tutto ciò che chiedete liberamente, fedelmente ed assolutamente. E per rassicurarvi ancora più, ordinerò che le mie insegne vengano inviate a voi in ogni villaggio, castello e nelle città. Così sarete garantiti della mia onestà e del fatto che mai tornerò indietro sulla parola che ho dato.'
Queste parole fecero molto per calmare quella gente umile, ed anche colore che si erano affollati là senza realmente sapere che cosa chiedessero al re, cioè persone grezze, semplici e buone, hanno gridato: 'Hurrah è tutto ciò che chiediamo !'
Così quella gente venne placata ed iniziò a tornare verso Londra. Il re disse un'altra cosa che li rese ancor più felici: 'fra voi, buoni uomini del Kent, voi avrete una delle mie bandiere e voi dell'Essex e del Sussex e quelli di Bedford ancora un altra, e quelli di Cambridge, quelli di Gernemue, quelli di Stafford e quelli di Lynn. Perdono voi tutto quello che avete fatto finora, a condizione che seguiate le mie bandiere e tornerete ai vostri villaggi come vi ho detto.' E tutti hanno risposto: 'sì !'

Così la popolazione tornò a Londra, mentre il re ordinava ad oltre trenta impiegati di scrivere le lettere di autorità quello stesso venerdì, per essere poi sigillate e consegnate loro.
Coloro che hanno avuto le lettere si sono così mossi per tornare di nuovo alle loro contee, ma la fonte principale dei disordini è rimasta sul posto, cioè Wat Tyler, Jack Straw e John Ball.
Hanno detto che, anche se alcuni erano stati soddisfatti, loro non se ne sarebbero andati con più di trenta mila dei loro sostenitori.
Così sono rimasti a Londra e non hanno neanche chiesto di avere le lettere del re, ma erano principalmente intenzioni a diffondere tale agitazione attraverso la città, per poter continuare ad uccidere i ricchi e i nobili e saccheggiare le loro case.
Ciò era proprio quello che i cittadini di Londra avevano temuto ed era la ragione per la quale avevano armato privatamente i loro domestici e servi all'interno delle loro case, ciascuno secondo le proprie risorse.
Quando la piccola gente si ritenne soddisfatta per aver ricevuto le lettere del re ed iniziò a tornare nelle proprie città, il re Richard è andato al Wardrobe della regina, in cui suo madre la principessa aveva preso rifugio in uno stato di terrore. L'ha confortata, come ho avuto modo di sapere ed è rimasto con lei per tutta quella notte.

Vorrei anche narrarvi di un avvenimento causato da quell'uomo diabolico, fuori della città di Norwich, mentre vi stavano conducendo un capitano, denominato Geoffrey Litster.
Quel stesso giorno del Corpus Christi, quando quella altra gente cattiva era entrata a Londra, aveva bruciato il palazzo della Savoia e la chiesa di St John e la casa degli Ospedalieri, ha distrutto e aperto la prigione del re di Newgate e liberato tutti i prigionieri, ed ha commesso tutti gli altri eccessi che ho narrato, gli uomini dei seguenti distretti, Stanfort, Lynn, Cambridge, Bedford e Gernemue, si erano riuniti tutti insieme.
Si mossero verso Londra per unirsi ai loro camerati, dato che quello faceva parte del loro programma, ed hanno preso come loro capo un uomo di indole crudele, chiamato Geoffrey Litster. Avanzarono tutti uniti tra loro, in modo che nessun uomo rimanesse indietro; si fermarono fuori di Norwich, per il motivo che sentirete.
Il capitano di quella città era un cavaliere denominato Sir Robert Salle. Non era di nascita nobile, ma nell'apparenza, nella reputazione e nei fatti era un soldato coraggioso e con esperienza.
Il re Edward lo aveva nominato per la sua fedeltà ed era fisicamente l'uomo migliore e più forte in tutta l'Inghilterra. Litster ed i suoi seguaci pensarono di poter rapire questo comandante per portarlo dalla loro parte, poiché li avrebbe resi ancor più temuti e popolari. Gli trasmisero un messaggio per intimargli di uscire a parlare con loro, altrimenti avrebbero dato fuoco alla città. Il cavaliere considerò che sarebbe stato meglio obbedire per evitare un tal disastro, cosicché ha preso il suo cavallo ed è uscito da solo dalla città dove lo stavano attendendo.
Essi lo accolsero con tutto il rispetto e gli intimarono di scendere dal suo cavallo e comunicare con loro, sebbene egli sapesse che era un gesto folle.
Non appena fu a terra […], lo circondarono e iniziarono a supplicarlo in maniera cortese ma risoluta: 'Robert, siete un cavaliere ed avete una grande reputazione ovunque come uomo coraggioso e degno. Naturalmente siete uno, ma sappiamo molto bene che non siete un signore, ma il figlio di un uomo comune, proprio come noi. Unitevi dunque a noi e siate il nostro condottiero e vi renderemo così un grande signore, che la quarta parte dell'Inghilterra sarà sotto il vostro potere.'

Quando il cavaliere sentì questo, rimase stupito e notevolmente offeso, dato che non avrebbe mai accettato una simile proposta. Guardandoli ferocemente, ha quindi risposto: 'via da me, voi traditori falsi e diabolici, che siete; pensate che io abbandonerei il mio signore naturale per dei delinquenti come voi e mi disonorerei in tal modo ? Piuttosto vorrei vedervi impiccati, come lo sarete, dato che quella è l'unica fine che meritate.'
Con queste parole ha provato a rimontare sul suo cavallo, ma il suo piede ha slittato nella staffa ed il cavallo si è imbizzarrito.
Cominciarono così ad urlare contro di lui ed a gridare: 'sia messo a morte!' Sentendo questo, ha lasciato andare il suo cavallo, ha estratto una lunga spada di Bordeaux che portava con se ed ha cominciato a fendere e spingere tutti intorno a lui, una scena bella da vedere.
Pochi osarono accostarsi a lui e a costoro ha tagliato un piede o la testa, o un braccio o una gamba, con ogni colpo che ha menato.
La maggior parte di loro fuggì da lui impaurita. E in quel modo Sir Robert Salle ha dato una dimostrazione meravigliosa dell'arte della spada. Ma quegli uomini cattivi erano più di sessanta mila e hanno scagliato i loro dardi contro di lui fino a perforare la sua armatura. Per dire alla verità, anche se fosse stato un uomo di ferro o di acciaio, non ne sarebbe uscito vivo, ma prima ha ucciso un dozzina di loro […], oltre a quelli che ha ferito.
Infine venne abbattuto e gli hanno tagliato le braccia e le gambe, ed hanno tagliato in due parti il suo corpo. Così è morto Sir Robert Salle; è stata una morte pietosa e in seguito, quando la notizia si è risaputa, tutti i cavalieri e i grandi proprietari in Inghilterra erano profondamente addolorati per questo.

Sulla mattina del sabato il re lasciò il Wardrobe della regina nella Torre reale e si recò a Westminster per sentire la messa nell'abbazia, insieme a tutti i suoi nobili. In un piccolo cappella dell'abbazia vi è un'immagine della Nostra Signora che ha fama di grandi virtù e di effettuare grandi miracoli, e nella quale i re d'Inghilterra sempre hanno disposto una grande fede.
Il re disse le sue preghiere davanti alla statua, affidandosi a lei; allora è montato a cavallo circa alle nove della mattina con tutti i baroni che erano intorno lui. Si incamminò con il suo seguito lungo la strada che conduce a Londra, ma quando hanno incontrato una via secondaria, si è diretto su di essa, per passare fuori dalla città.
La verità era che nessuno immaginava dove egli intendesse andare quando ha preso questa strada che girava intorno a Londra.
Sulla mattina dello stesso giorno tutti i ribelli, condotti da Wat Tyler, Jack Straw e John Ball, si riunirono ed andarono tenere un'adunanza a Smithfield, dove il venerdì si tiene il mercato dei cavalli.
Vi erano oltre venti migliaia di loro, tutti dello stesso genere. - molti erano ancora nella città che prendevano la colazione nelle locande e bevevano vino di Languedoc e Malmsey, nelle case dei Lombards, senza pagare nulla. Chiunque fosse in grado di fornire loro alimenti e bevande era molto felice di fare così. Le folle giunte a Smithfield portavano con loro le bandiere reali consegnate il giorno precedente, e quei farabutti stavano contemplando di tornare indietro a Londra per proseguire il saccheggio.
I capi dissero così: 'non abbiamo realizzato niente ancora. I diritti che il re ha assegnato non li potremo conservare a lungo. Ora lasciamo che tutti decidono insieme: lasciamo che si prosegua il saccheggio di Londra, città ricca e opulenta, prima che giungano gli uomini dell'Essex, del Sussex, di Cambridge, di Bedford e delle altre contee più lontane di Arundel, di Warwick, di Reading, di Berkshire, di Oxford, di Guildford, di Coventry, di Lynn, di Stafford, di Gernemue, di Lincoln, di York e di Durham. Sappiamo che Bakier e Litster li porteranno. Ma se saremo padroni di Londra e dell'oro e dell'argento e delle ricchezze che vi troveremo, […] avremo il bottino maggiore e non ce ne pentiremo. Ma se noi abbandoneremo tutto questo, gli uomini che stanno venendo, io vi dico, si prenderanno tutto loro.'

E tutti acconsentirono a questo
programma quando il re è comparso
improvvisamente, accompagnato da
forse sessanta cavalieri. Egli non stava
pensando a loro, ma stava cercando
di lasciarsi Londra alle spalle.
Quando raggiunse l'abbazia di St
Bartholomew che sorge proprio là, si è
arrestato e ha guardato quella grande
folla e ha detto che non se ne sarebbe
andato senza prima ascoltare cosa
desiderassero; e se fossero stati
scontenti, li avrebbe accontentati.
I nobili che erano con lui si arrestarono,
ma quando Wat Tyler ha visto questo,
ha detto ai suoi uomini: 'il re è qui, io sto
andando a parlare con lui. Non
muovetevi da qui a meno che io vi
dia il segnale, ma se faccio questo segno (e lo mostrò a loro), venite avanti e uccideteli tutti. Tranne il re, nessuno tocchi il re. È giovane, lo inciteremo a fare quello che desideriamo, noi possiamo portarlo con noi dovunque in Inghilterra e saremo i signori del regno. Non ho nessun dubbio.'
C'era un sarto chiamato John Tickle, che aveva trasportato sessanta "doublets" [giubbe] da indossare per alcuni di quei farabutti, e Tyler ne stava portando una egli stesso. E lo volle canzonare dicendogli: 'hi, Sir, chi pagherà i miei doublets? Desidero almeno trenta marks !' 'Ora non c'è problema' ha detto Tyler, 'sarete pagato completamente domani. Si fidi, io sono una garanzia abbastanza buona.'
Con quello, attaccò i suoi speroni in un cavallo che aveva montato, e lasciò i suoi compagni per recarsi diritto fino al re; e si avvicinò talmente che la coda di quel suo cavallo stava spazzolando la testa del cavallo del re (that his horse's tail was brushing the head of the King's horse).
La prima cosa che disse al re fu: 'bene, re, vedete tutti quegli uomini là ?' 'sì', ha risposto il re. 'Perché lo chiedete ?' 'Poiché sono tutti sotto il mio comando. Hanno dato il loro giuramento sacro di fare qualche cosa io ordini a, loro.' 'Bene', ha risposto il re, 'non vedo niente di male in quanto.' 'Così,' ha detto Tyler, che desiderava solo giungere ad una lite, 'voi pensate, re, che questi uomini qui ed altrettanti ancora dentro Londra, tutti sotto il mio ordine, se ne andranno senza ottenere le loro lettere ? No, stiamo andando a prendercele.' 'Tutto a disposizione',  ha detto il re. 'Devono essere solo scritte separatamente ed essere consegnate una dopo l'altra. Semplicemente vada di nuovo ai vostri uomini, mio amico, e li convinca a ritirarsi tranquillamente da Londra e ricordatevi di quelli che sono i vostri interessi. È nostra intenzione che ciascuno di voi, dai villaggi e dalle città, abbia la propria lettera come accordato.'

Sul sentire questo, Wat Tyler guardò di traverso uno dei proprietari, che era dietro il re e tese la sua spada. Era un uomo che Tyler odiava, perché erano giunti a male parole in passato e costui lo aveva bastonato. 'Bene,' ha detto Tyler, 'così siete qui ? Datemi il vostro pugnale.' 'Mai,' rispose lui.
Il re guardò il suo servo e gli disse: 'dateglielo dunque.' Ma quello era ben poco disposto. Quando Tyler lo ebbe, ha cominciato a giocherellarci ed allora si girò ancora verso il proprietario e disse: 'mi dia anche la spada.' 'Mai,' rispose ancora quello, 'è la spada del re. Non è per gente come voi, voi siete soltanto un tanghero. Se voi ed io fossimo da soli in questo posto, non avreste mai chiesto una cosa simile - per tutto l'oro della chiesa di St Paul che è qui.' 'Per Dio', disse allora Tyler, 'avrò la vostra testa, non possa io toccare più cibo.'
Giusto allora il sindaco di Londra giunse a cavallo con una dozzina di uomini, tutti completamente armati, sotto i loro abiti, ed ha attraversato la folla. Vide come Tyler si stava comportando e gli disse nella lingua che egli comprendeva: 'camerata, come ti permetti di dire certe cose in presenza del re? Stai oltrepassando te stesso.' Il re perse allora la sua calma e disse al sindaco: 'ponga le mani su lui, sindaco.' Nel frattempo Tyler stava rispondendo: 'posso dire e fare ogni cosa che gradisco. Che cosa ha a che fare con voi ?' 'Attento, voi tanghero puzzolente,' gridò il sindaco, che era stato una volta avvocato del re, 'voi osate parlare così in presenza del re, il mio signore naturale ? Che io sia appeso se non pagherete per questo.' Con quella ha estratto una grande spada che stava portando con se ed ha colpito.
Diede a Tyler un tal colpo sulla testa che lo abbattè sotto i piedi del suo cavallo. Non appena si è trovato a terra venne subito circondato, in modo da nasconderlo alla folla che era là, che era formata dai suoi uomini. Uno dei proprietari del re chiamato John Standish, scese dal cavallo e spinse la sua spada nella pancia di Tyler in modo che morisse.

Quella folla di uomini diabolici presto si rese conto che il suo capo era morto e hanno cominciato a mormorare: 'hanno ucciso il nostro capitano. Coraggio, affrontiamo il destino !' .
Così si disposero in quadrato in ordine di battaglia, ognuno tenendo pronto l'arco che aveva portato con se. Allora il re fece una cosa straordinaria e temeraria, ma che si è conclusa bene.
Non appena Tyler venne ucciso, lui lasciò i suoi uomini gridando: 'rimangano qui, nessuno mi segua,' e corse da solo verso quella gente mezza impazzita, a cui ha detto: 'signori, che cosa desiderano di più ? Non avete un altro capitano. Ma io sono il vostro re, mi presento in pace.'
Sul sentire questo, la maggioranza di loro si vergognò e cominciò a disperdersi. Erano coloro che ormai desideravano solo la pace. Ma quelli più inferociti non si allontanarono ma si disposero per la battaglia […].
Il re tornò di nuovo ai suoi uomini e chiese che cosa sarebbe successo dopo. Si è raccomandato ancora perché essi tornassero ai propri paesi,  e il sindaco ha detto: 'è la cosa migliore che possiate fare, dato che immagino che presto riceveremo i rinforzi da Londra, dagli uomini leali che sono al nostro fianco, e che sono ad attendere armati nelle loro case con i loro amici.'

Mentre tutto questo stava accendendo, una voce si è sparsa attraverso Londra, che il re stava per essere ucciso. A causa di questo, gli uomini leali di ogni condizione lasciarono le loro case armati e si precipitarono per Smithfield - ed i campi vicini, dove si trovava il re.
Presto furono circa sette o otto mila armati. Fra i primi ad arrivare sono stati Sir Robert Knollys e Sir Perducat d'Albret, accompagnati da un esercito forte di uomini armati, da nove degli "Aldermen" di Londra con oltre seicento uomini in armi ed inoltre un cittadino influente di Londra chiamato Nicholas Brembre, che aveva ricevuto una promozione dal re ed ora è corso con un esercito potente di uomini in armi.
Appena giunti smontarono da cavallo e si disposero in formazione da battaglia al fianco del re. Opposti a loro erano quegli uomini diabolici, ubriachi per giunta, che mostravano in ogni modo di desiderare una battaglia ed avevano con loro le bandiere del re.
In quel frangente il re ha costituito tre nuovi cavalieri. Uno era William Walworth, sindaco di Londra, il secondo John Standish ed il terzo Nicholas Brembre.
I capi conferirono insieme, e dissero: 'che cosa possiamo fare ? Ci sono i nostri nemici che sarebbero felici di ucciderci se pensassero di essere avvantaggiati.'
Sir Robert Knollys sostenne francamente che avrebbero voluto combattere ed ucciderli tutti, ma il re rifiutò di acconsentire, dicendo che non era quello il suo desiderio. 'Ma,' ha detto il re, 'desidero avere indietro le mie bandiere. Vedremo come si comportano quando lo chiederemo loro. In ogni caso, con mezzi pacifici o non, voglio che le restituiscano.' 'siete nel giusto,' disse il Conte di Salisbury. Così i tre nuovi cavalieri sono stati inviati per ottenerli quanto richiesto.
Fecero segno ai villani di non sparare, poiché avevano qualcosa da discutere e quando furono abbastanza vicini affinché le loro voci fossero udite, hanno detto: 'ora ascoltate, il re vi comanda dare indietro le sue bandiere e speriamo che abbia misericordia di voi.'
Le bandiere sono state consegnate immediatamente e sono state riportate al re. Vi erano dei villani che avevano ottenuto le lettere reali ed è stato loro ordinato, nel nome del re, di restituirle, sotto minaccia della morte.
Alcuni obbedirono, ma non tutti. Il re le fece requisire e strappare davanti loro. Può dirsi che non appena le bandiere reali furono riprese, quegli uomini crudeli siano diventati subito della volgare plebaglia.
La maggior parte di loro gettò a terra i loro archi, ruppero la formazione e tornarono indietro verso Londra. Sir Robert Knollys era tuttavia arrabbiato perché i rivoltosi non erano stati attaccati ed uccisi tutti. Ma il re non ha voluto ascoltare questo, dicendo che avrebbe cercato successivamente la piena vendetta.

Così quegli uomini sconsiderati si sono allontanati e sparpagliati, chi per una via, chi per un'altra. Il re, con i nobili e i loro servi, tornò in buon ordine a Londra, per essere ricevuto con gioia.
La sua prima preoccupazione fu di visitare la sua signora madre, la principessa, che era ancora nella Torre reale. Quando vide il suo figlio, era piena di gioia ed ha detto: 'Ah, figlio mio, quanto ansiosa sono stata oggi sul vostro destino !' 'sì, mia signora,' ha risposto lui, 'so che lo eravate. Ma ora prendete conforto e lodate Dio, dato che è il momento di lodarlo. Oggi ho recuperato la mia eredità, il regno dell'Inghilterra che avevo perso.' Il re è rimasto con sua madre per il giorno intero ed i signori ed i nobili sono tornati indietro in pace alle loro case.
Venne elaborato un proclama reale, e gridato di strada in strada, con cui si ordinava a tutte le persone che non erano native di Londra, o avevano vissuto là per di meno di un anno, di andarsene immediatamente. Se ancora si fossero trovati là all'alba della domenica, sarebbero stati considerati come traditori del re e avrebbero perso le loro teste.
Quando questo ordine è stato diffuso, nessuno osò disobbedire. Tutti i forestieri partirono rapidamente quello stesso sabato e tornarono per i loro distretti.
Jack Straw e John Ball vennero trovati nascosti in una vecchia costruzione rovinata, in cui avevano sperato di sfuggire alla caccia. Ma così non fu; la loro gente li aveva abbandonati. Il re ed i nobili si dilettavano a dar loro la caccia, e subito gli sono state tagliate le teste, ed anche a Tyler che era già morto, e sono state inviate al Ponte di Londra al posto di quelle degli uomini degni che avevano decapitato il giovedì.
E queste notizie si sparsero rapidamente intorno a Londra. Tutta la gente dalle contee distanti che si era affollata là alla convocazione di quegli uomini cattivi, è rientrata rapidamente nei propri borghi e mai ha osato tornare indietro.

Quando tutti questi pericoli furono cessati, e Thomas Baquier era stato giustiziato alla St Albans, Litster a Stafort, e Tyler, Jack Straw e John Ball, e parecchi altre a Londra, il re decise di fare un giro per il suo regno, andando per tutti i borghi, città, castelli e i confini dell'Inghilterra, per punire coloro che avevano preso parte alla ribellione e riprendere indietro le lettere che era stato costretto ad assegnare ai vari paesi, e a restaurare un ordine adeguato in tutto il regno.
Quindi chiamò segretamente un certo numero di uomini armati per radunarsi in un determinato giorno. Ammontavano almeno a cinquecento lance ed un numero uguale di arcieri. Quando furono pronti, il re uscì da Londra, accompagnato soltanto dai suoi parenti prossimi e prese la strada per il Kent, in cui all'inizio si erano radunati quegli uomini diabolici. Gli armati lo hanno seguito sui fianchi e non hanno viaggiato con lui.
Entrato nella contea e si recò a Ospringe. Il sindaco e tutti gli uomini della città vennero richiamati e quando si sono radunati il re ha incaricato uno dei suoi consulenti di esporre a loro in che modo erano stati sleali verso di lui ed erano stati vicino al portare l'Inghilterra alla rovina e al disastro. Allora ha detto che, poiché il re aveva saputo che tutto questo era stato opera di alcuni e non di tutti, ed era più giusto che pochi dovessero soffrire piuttosto che molti, ha ordinato che si indicassero a lui i colpevoli, affinché con dolore subissero ora la sua rabbia, e in seguito fossero marchiati a caldo come traditori del loro re.
Quando la gente udì questa richiesta e gli innocenti hanno capito che avrebbero potuto salvarsi dall'accusa di crimini denunziando il colpevole, si sono guardati l'un l'altro e hanno detto: 'Padre, là è l'uomo che per primo ha causato la tragedia in questa città.' L'uomo immediatamente venne catturato ed impiccato; e complessivamente ad Ospringe sette persone vennero giustiziate.
Le lettere che erano assegnate vennero ritirate e passate agli ufficiali legali, che le hanno strappate e le hanno distrutte in presenza della popolazione intera; ed allora è stato detto: 'comandiamo a tutti voi che qui siete riuniti, nel nome del re e a monito della morte, di ritornare alla pace, ciascuno alla sua propria casa e che mai più ricadiate nella sommossa contro il re e i suoi ministri. Quell'offesa, tramite la punizione che è stata inflitta, ora vi è rimessa.' E tutti risposero con una sola voce: 'Dio conservi il re ed i suoi nobili consulenti!'

Dopo Ospringe, il re fece lo stesso a Canterbury e Sandwich, a Gernemue, Orwell ed altrove, in tutte le zone dell'Inghilterra in cui la sua gente si era ribellata. Oltre mille cinquecento vennero messi a morte, decapitati ed impiccati.



Londra nel 1300
Veduta di Londra nel XVI secolo; in primo piano la Torre
Veduta del Ponte di Londra nel 1616
Wat Tyler uccide l'Arcivescovo di Canterbury Simon Sudbury; miniatura dalla Cronaca di Jean Froissart
Londra, veduta della chiesa di Santa caterina nel XVII secolo
La morte di Wat Tyler; miniatura dalla cronaca di Jean Frissart