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Le produzioni locali e il commercio di anfore tardo antiche nella Sicilia romana

La breve descrizione offerta da Cicerone (Verr. II 3.226), circa l'abbondanza di produzioni agricole nella Sicilia del suo tempo e la facilità con cui queste venivano esportate, grazie ai numerosi porti esistenti (Agrigento, Lilybaeo, Panhormo, Thermos, Catina e Messana), rispecchia bene la situazione dell'isola anche in epoca tardo antica.
Diversi siti archeologici indagati recentemente, oltre alla graduale pubblicazione di collezioni frutto di precedenti rinvenimenti, e, soprattutto, l'esplorazione sistematica dei fondali marini, consentono oggi di avere un quadro sempre più esaustivo della mole di merci (e dei contenitori utilizzati) che quotidianamente prendevano il mare dirette verso Roma e altri importanti centri costieri della Provenza e della Spagna.
Solo recentemente, ad esempio, si sono definite le origini di produzioni anforiche, fino a pochi anni fa ignorate o, perfino, confuse con quelle africane (il caso delle c.d. Piccole Tripolitane).
Non è questa la sede per una disamina approfondita dei vari siti archeologici, quanto piuttosto per una breve panoramica dei principali; è il caso delle fornaci rinvenute recentemente nelle terme della "StatioAgathyrnum" (Capo d'Orlando), lungo il tracciato della via Valeria sulla costa nord orientale. Caratteristica di tali fornaci era la produzione indicata come "Termini Amphora": si trattava di un piccolo contenitore dal corpo ovoide che imitava (in maniera approssimativa) alcuni prototipi di provenienza orientale, come le Late Roman 2; è altresì accertata la provenienza da quest'area del contenitore noto come Cripta Balbi 2, probabilmente una piccola anfora vinaria, largamente attestata a Roma e Napoli.
Quest'ultima produzione, dai caratteri certamente originali, è attestata lungo la costa nord della Sicilia, nell'ambito di una serie di fornaci, alcune delle quali attive fino dalla prima epoca imperiale, come la "Statio Calactae" (Caronia in provincia di Messina); queste fornaci, già in epoca imperiale producevano delle imitazioni della forma Dressel 35.
Le fornaci del territorio di Messina, attive fino in epoca tardo imperiale, erano impiegate per l'esportazione di vino e olio, forse anche nei principali centri del nord Africa.
Tra queste, il sito individuato presso l'abitato di Gianzirri, alla periferia di Messina, che ha restituito anfore del tipo Keay LII, forse prodotte a Naxos, oltre ad altri esemplari di Cripta Balbi 2, associate a contenitori importati dal nord Africa e dal Mediterraneo orientale.
L'importanza di Naxos (a sud di Messina) nell'ambito dei centri produttivi dell'isola è stata recentemente posta in rilievo anche nelle sue fasi alto imperiali; in quel periodo le fornaci locali producevano, infatti, imitazioni delle forme Dressel 2-4, anche di piccole dimensioni, ed imitazioni dei principali contenitori provenienti dalla Gallia. Le produzioni di Naxos continuano, poi, nella medie età imperiale con il tipo Spello, anche caratterizzato da alcune varianti locali.
La produzione delle fornaci di Naxos per quanto riguarda la produzione e circolazione di anfore in epoca tardo antica, è testimoniata anche, e soprattutto, dagli esemplari del tipo indicato come "Spinella Type" rinvenuti in diversi centri minori della costa nord
orientale, attraversati dalla via Valeria, presente in associazione con altre
produzioni locali come Keay LII, Tripolitane e orientali (Kapitaen II e Agorà F 65 - 66).
Nello stesso periodo a Naxos si producono anche contenitori del tipo
Keay LII; questo contenitore, considerato ormai tipico della zona orientale
della sicilia, è stato recentemente interpretato come una estrema evoluzione di un tipico contenitore vinario prodotto precedentemente dalle fornaci di Naxos e dintorni, caratterizzato dal fondo piatto o ad anello, variamente avvicinato alle forme Forlimpopoli e Mid Roman 1.
Per quanto concerne la costa sud occidentale dell'isola, sono stati identificati diversi
siti produttivi, soprattutto grazie alle prospezioni sul terreno (siti individuati a "Thermae Himeraeae", Soluntum, Segesta, Agrigento e Alcamo Marina).
La produzione di Termini Imprese è caratterizzata dalla presenza di piccoli contenitori  dal profilo sferico o ovoide, identificati come imitazioni locali della forma Late Roman 1, e ribattezzati "Termini Imerese 151 - 154", databili tra IV e V secolo.
Nell'area di Agrigento, infine, è stato individuato un'importante sito produttivo (Montallegro - Campanaio); i contenitori da trasporto qui prodotti erano impiegati verosimilmente per il commercio dei prodotti agricoli della zona, tra cui vino e olio. Il sito si caratterizza, ancora una volta, per la presenza di imitazioni locali della forma Late Roman 1.

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Late Roman 1 dal sito di Montallegro - Campanaio; probabile imitazione locale
Anfora del tipo "Spinella" proveniente dalle fornaci di Naxos
Anfore del tipo Keay LII provenienti dalle fornaci di Naxos
Anfora a fondo piano, di epoca medio imperiale, proveniente dalle fornaci di Naxos