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Ostia IV XXV.166 (Tardo Tarraconense D;
Palatine East Amphora, n 1;  Labicana PM
78.57)


Piccolo contenitore da trasporto, i cui pochi esemplari
rinvenuti, tutti frammentari, presentano caratteristiche
morfologiche comuni: forma ovoide, con basso orlo
svasato, piccolo piede cilindrico, concavo e ombelicato,
anse a bastone ricurvo impostate sotto l'orlo e sulla
spalla e marcate striature orizzontali sulla superficie
esterna; l'argilla impiegata appare costantemente di
colore rosso o arancio scuro, compatta, fortemente
calcarea e cristallina. Le segnalazioni note, non molto
numerose, riguardano solo alcuni grossi centri del
Mediterraneo occidentale: Roma, Ostia, Tarragona,
Marsiglia e forse la Libia e la Tunisia; i pochi dati a
disposizione, provenienti dai rinvenimenti segnalati
indicano un lasso di tempo compreso fra la metÓ del
IV secolo e la metÓ del V per quanto riguarda la
diffusione, mentre non si hanno ancora indicazioni circa
la provenienza.
Da segnalare la somiglianza con il piccolo contenitore,
proveniente dalla Basilica Hilariana sul Celio (Roma),
assimilato al tipo KryptaBalbi 2, presente nei contesti
romani dall'inizio del V secolo, la cui area di produzione
Ŕ stata localizzata, in base ad analisi petrografiche, nella
Sicilia nord orientale.
Fino ad oggi la maggiore diffusione sembra attestata
nell'area urbana di Roma, con quattro rinvenimenti
segnalati ed una serie di presenze sporadiche, nell'ambito
di magazzini (ma si tratta comunque di un calcolo "per
difetto"). Altre presenze sicure si hanno nelle necropoli
tardo antiche di Tarragona, ma con pochissimi
frammenti, mentre per quanto riguarda la presenza in
altri centri del Mediterraneo (tra cui Marsiglia), la
somiglianza delle forme, in assenza di un'analisi
ravvicinata, non sembra essere un fattore vincolante.

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