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Late roman 4-anfora di Gaza-Keay LIV

(cm. 8 x 3,5); argilla di colore marrone-arancio, micacea
e calcarea, dall'aspetto scistoso e grossolano in frattura,
spesso contenente inclusioni di varia natura e nuclei di
argilla mal cotta; contenitore di forma cilindrica, con
basso collo privo di orlo, piccole anse "a maniglia"
applicate sull' ampia spalla e fondo a breve puntale o
convesso; esternamente caratterizzato da fitte striature e
linee di tornio.
La suddivisione della forma in tre varianti implica anche una differenza cronologica (Remolà, Uscatescu 1998, pp. 555-556): - LRA4-A, caratteristico del V secolo, presenta un profilo praticamente ovale, privo di collo, con basso labbro a sezione squadrata (H cm 40-50), piede concavo e marcate striature sulla superficie esterna, piccole anse ad anello di sezione ovale situate sulla spalla; caratterizzato da numerose asperità dell'argilla sulla spalla e sull'orlo. - LRA4-B, variante propria del VI secolo, presente fino dalla fine del V, dal profilo cilindrico con spalla sfuggente tra corpo e labbro, fondo piano o a corto puntale (H cm 70-100; diam. max cm 25-30); frammenti riferibili a questa variante provengono dal deposito di VII secolo della Crypta Balbi a Roma. - LRA4-C, variante caratteristica del VII secolo, caratterizzata dal maggiore diametro e dalla accentuata verticalità della spalla, tende a scomparire il labbro e il fondo è provvisto di un cortissimo puntale; compare in diversi siti tardi in oriente (Sinai - Kellia), in associazione con Late Romman 1 del tipo più tardo.
Dopo varie ipotesi circa la possibilità di una produzione in Egitto o nel Ravennate è stata ormai dimostrata la sua provenienza dall' area di Gaza, in Palestina, a seguito dei lavori di Riley all' ippodromo di Cesarea; un solido argomento, a proposito, è dato dal forno rinvenuto nella regione di Ashqelon, oltre ad altri possibili centri di produzione nella stessa regione (Israel 1995, pag. 106); altri centri di provenienza sono stati individuati ad Acri, Tarso e Istambul; fonti letterarie testimoniano dell' esportazione di vino dalla regione di Gaza durante il VI e VII secolo.
Sulla base dello studio dei rari "Tituli Picti" sui frammenti provenienti dalla Schola Praeconum, si è ipotizzato anche il suo utilizzo per il trasporto dell' olio; tuttavia la presenza di residui resinosi su frammenti rinvenuti a Tarragona li identifica con certezza per contenitori vinari. L' inizio della sua esportazione può farsi risalire tra il IV e l' inizio del V secolo, anche se sembra dimostrato l'inizio della produzione e diffusione locale fino dal III secolo; i contesti cartaginesi mostrano la presenza di LRA 4 dalla fine del IV secolo, con una crescita continua delle attestazioni fino alla metà del V; analoga situazione è documentata a Roma, Ostia e Marsiglia; la variante più tarda (LRA-C) è documentata in tutti i maggiori centri fino al VII secolo inoltrato; tra questi Istambul (Sarçane), il Sinai (Ostrakine) e Cartagine.

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