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Late Roman 2 - Keay LXV - Yassi Ada I, type 2 -
Robinson M 235


L'anfora globulare detta Late Roman 2 nella classificazione di J.A.
Riley (1979), ha origine da una serie di contenitori ovoidali
prodotti verosimilmente in ambito greco a partire dal II secolo
d.C., ma diffusi unicamente in ambito locale. nel corso del III
secolo la forma di questi contenitori diviene gradatamente sferica
ed essi iniziano ed essere esportati nel Mediterraneo.
L'anfora Late Roman 2, nella sua forma canonica, appare verso la
fine del IV secolo in ambito orientale, e si diversifica in tre varianti
principali, sulla base della forma del corpo e della lunghezza del
collo.
Il contenitore si presenta per lo più di forma sferica o ovoidale,
con fitte scanalature orizzontali sulla spalla; anse a bastone dal
profilo a maniglia impostate sulla spalla o tra il collo e la spalla;
orlo leggermente ingrossato e svasato. Le varianti LR2A e LR2B
presentano un grosso collo campaniforme che tende ad aumentare
in altezza negli esemplari più tardi.
La presenza di argille diverse, fra le varianti, lascia supporre che queste siano il frutto di diversi centri di produzione, diffusi in una vasta area geografica. Le argille si presentano di colore estremamente variabile, tra l'arancio, il rosso mattone e il violetto, dall'impasto sottile e ben depurato, con inclusioni di varia natura, quarzo, mica
e calcite in misura variabile, la superficie si presenta molto spesso
schiarita e di color crema.
La variante di forma globulare e priva di collo, LR2A, compare e
si diffonde tra V e VI secolo d.C., ed in questo lasso di tempo
viene esportata in quantità considerevoli anche nel mediterraneo
occidentale; è presente in tutti i principali siti del mediterraneo in
epoca tardo antica e proto bizantina: Cartagine, Benghazi, Atene,
Argo, Roma etc., e si affianca alle varianti più tardi a partire
dall'inizio del VI secolo.
Negli esemplari di forma ovoidale la decorazione tende a
diversificarsi e, oltre alle semplici scanalature orizzontali,
compaiono motivi ondulati, a volte distinti in fasce parallele lungo
la spalla o la parte centrale del corpo. Si ritiene che tali incisioni
dovessero migliorare la presa del contenitore e garantirne la
stabilità sulle spalle del trasportatore.
Dal punto di vista formale tra la fine del VI secolo e l'inizio del
VII i contenitori assumono in profilo marcatamente più allungato,
soprattutto per quanto riguarda il collo, mentre gli orli si diversificano in diversi profili. Questa variante, detta LR2C, tende a diversificarsi anche per quanto riguarda la capienza dei contenitori, che varia dai 10 ai 30 litri, e la forma del corpo,
che a volte assume un profilo vagamente triangolare.
Le rare iscrizioni che compaiono sul corpo dei contenitori  del tipo
Late Roman 2, in gran parte dipinte in colore nero o rosso,
presentano singole lettere greche o gruppi di lettere riunite in
monogramma, le quali, in ogni caso, rimandano ad un ambito
orientale.
Per quanto riguarda l'ambito territoriale in cui questo contenitore é
stato prodotto, le ipotesi maggiormente accreditate citano le isole
del Mare Egeo o le coste occidentali del Mar Nero; attualmente si
conosce un unico atelier, mai pubblicato, situato nel nord
dell'Argolide, a Kounoupi, dove erano attivi verosimilmente due
forni che producevano contenitori da trasporto e vasellame per
uso domestico. L'esistenza di altri centri di produzione, nell'area
egea, viene unicamente ipotizzata sulla base di concentrazioni di
materiale sul terreno e della somiglianza delle argille tra anfore
Late Roman 2 e altro vasellame da mensa e da dispensa.
Per quanto riguarda i prodotti trasportati, analogamente ad altre
classi di contenitori da trasporto orientali, le ipotesi prendono in
considerazione l'olio, il vino, il grano, sulla base dei vari contesti di
rinvenimento e della presenza o meno di tracce di resina o pece
nell'interno, sulla base, tuttavia, di sole osservazioni
macroscopiche.

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Late Roman 2 - variante A
Late Roman 2 - variante B
Late Roman 2 - variante