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Late Roman 1; Keay 1984, type LIII; Kellia
164-169


contenitore di piccole dimensioni prodotto
verosimilmente in area siriaca, lungo le coste
meridionali dell'anatolia, Rodi e Cipro, nei secoli
V, VI e VIII; caratterizzata dal corpo ovoide con
ampia spalla, più o meno allungato, con fondo privo
di puntale o con piccolo bottone, collo cilindrico,
orlo arrotondato più o meno svasato, anse a bastone
dall'andamento ricurvo o "a gomito", ompostate alla metà del collo e sulla spalla; in genere presenta fitte scanalature lungo la parete.
Sulla base della proposta del Riley per le anfore orientali di Cartagine, si distinguono tre varianti distribuite nel tempo dal V al VII secolo: 1).
Kellia 169 - caratteristica del V secolo, rappresenta la variante maggiormente documentata; con corpo ovoide o globulare, collo alto e cilindrico, orlo leggermente ingrossato, fondo convesso con una piccola protuberanza centrale; anse impostate perpendicolarmente al collo caratterizzate da una marcata scanalatura longitudinale; frequentemente presenta scritte dipinte sulla superfice; la diffusione inizia alla fine del IV secolo in vari siti del Mediterraneo occidentale, come Tarragona e Marsiglia, e prosegue nel V; 2).
Kellia 164 - contenitore dal profilo più allungato, collo cilindrico più largo (10 cm circa), scanalature sulla superficie meno fitte; si diffonde dal tardo V secolo e caratterizza tutto il VI; 3).
LRA tarda - si tratta della forma caratteristica del VII secolo, caratterizzata dall'orlo modellato con sezione "a virgola" e dall'assenza di elementi alla base; esemplari di questa variante tarda provengono da Costantinopoli (Sarçhane), dal deposito di VII secolo della Crypta Balbi a Roma, dal Sinai ecc. Il colore dell'argilla è solitamente beige e marrone e presenta un aspetto più o meno "arenoso", per la frequenza delle inclusioni contenute; la superficie è solitamente coperta di ingubbio color crema.
Come prodotto trasportato si è ipotizzato il vino pregiato e l'olio prodotti in medio oriente in epoca tardo imperiale, ipotesi confermata dalla presenza di tracce di resina nell'interno di esemplari di Marsiglia e Tarragona. A Tarragona risulta maggiormente documentato il tipo piè antico (Kellia 169), datato al V secolo; stessa percentuale di attestazioni si ha a Marsiglia e a Cartagine; in questi tre siti lre attestazioni di esemplari più tardi vanno rarefacendosi nel corso dei secoli VI e VII. La diffusione del contenitore copre ampiamente anche l'Europa continentale fino alla Gran Bretagna.

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