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Anfore Greco Italiche

La produzione pi¨ antica di anfore Greco Italiche, risalente alla prima
metÓ del III secolo a.C., risulta pertinente ad ambienti produttivi
geograficamente ed economicamente ancora estranei all'Italia
romanizzata. Tali contenitori si diffondono tra l'ultimo quarto del IV
secolo e la metÓ del III secolo a.C., in Sicilia, Magna Grecia, Etruria e,
pi¨ in generale, lungo le coste del bacino occidentale del Mediterraneo,
in centri ancora fortemente ellenizzati. I centri di produzione vengono
ipotizzati in Sicilia, Magna Grecia ed altrove. La produzione prosegue
anche durante la fase di romanizzazione dell'area, a partire dalla metÓ del
III secolo a.C., fino alla comparsa delle c.d. "Greco Italiche Tarde",
nell'ultimo quarto del secolo, caratterizzate da evidenti tratti morfologici
in comune con le precedenti produzioni, ma che rappresenta un primo
prodotto ritenuto tipicamente italico e romano, e prototipo delle
Dressel 1. La produzione di greco Italiche tarde vede il suo massimo
sviluppo nel corso della prima metÓ del II secolo a.C., mentre,
contemporaneamente, sinora anche la progressiva evoluzione
morfologica che porterÓ alla nascita della Dressel 1.
Tra le aree in cui viene ipotizzata la presenza di centri di produzione, il
ruolo preponderante della Campania, tra la seconda metÓ del III secolo
e l'inizio del II secolo a.C., trova possibili conferme nei bolli che
palesano possibili collegamenti con il mondo osco; in generale, tuttavia,
l'onomastica presente nei bolli stessi indica un ambiente romanizzato (o comunque italico), con la ricorrenza frequente degli Antistii, Baebii, Iuventii, Postumii, Valerii, ecc., e fa riferimento sempre a personaggi di rango sociale elevato e mai di condizione servile. Alcuni casi di bilinguismo indicherebbero la presenza di personaggi italici attivi, tuttavia, in ambiente grecofono
(GAIOC/ARICTWN).
Attualmente il maggiore deposito di anfore Greco Italiche tarde
(seconda metÓ del III secolo a.C.), Ŕ rappresentato dal relitto di
Cala Rossa (Porto Vecchio - Corsica), il quale nel corso di
recenti indagini ha restituito quasi 50 contenitori integri o quasi
delle dimensioni standard - H 90/93 cm -; sono presenti tuttavia
anche contenitori di modulo ridotto - 8 anfore alte circa 55 cm
- , ed alcune di modulo intermedio. L'interesse del relitto in
questione Ŕ dato dalla presenza di alcune iscrizioni ed un bollo in
latino arcaico, caratteristica questa piuttosto rara, che si Ŕ
riscontrata fino ad oggi solo in altri due casi, nel relitto di Terrasini
e nel sito di Mas de Pontos (Ampurias Catalogna).
A testimonianza del notevole incremento della produzione di
anfore greco italiche tarda, nella seconda metÓ del III secolo
a.C., sono le numerose attestazioni in relitti e siti archeologici della costa francesa, della Corsica, della Catalogna e della Sicilia. Il grosso sviluppo del commercio vinario transmarino, testimoniato dalla produzione campana
di anfore Greco Italiche, tuttavia, non sembra potersi collegare con la presenza di possedimenti dell'aristocrazia senatoria romana in quella
regione.
Nel corso del II secolo a.C., infine, si assiste al progressivo incremento
della produzione di anfore tipo Dressel 1, corrispondente alle nuove
necessitÓ commerciali, alla necessitÓ di contenitori affidabili per il commercio
transmarino, prodotti in maniera altamente standardizzata; parallelamente
nel corso della seconda metÓ del secolo, nei centri adriatici esportatori di
vino, come Brindisi, inizia la produzione di contenitori tipo Greco italici,
destinati ad evolversi nel tipo Lamboglia 2.
I contenitori in questione appartengono alla forma E della classificazione
proposta nel 1982 da E.L. Will; questa variante tipologica (analogamente
alle forme C e D) presenta unicamente bolli in lingua latina riferibili,
quando possibile, a personaggi di origine italica o romana; la cronologia
dei contenitori si colloca a partire dalla fine del III secolo a.C., e si
diffondono in maniera particolare nel periodo successivo alla seconda
guerra punica. L'epigrafia anforaria, in particolar modo i graffiti presenti
sui contenitori si riferisce non tanto al produttore dell'anfora, quanto a
colui che l'ha commercializzata. La presenza di alcuni bolli in lingua greca,
soprattutto su contenitori di forma D Ŕ indice di un bilinguismo
riscontrabile nell'epigrafia anforaria, soprattutto nelle regioni centrali del
Mediterraneo.
La latinitÓ della produzione delle "Greco Italiche" tarda (forma D) Ŕ
confermata, infine, anche dal dato epigrafico di alcuni tappi provenienti
da rinvenimenti sottomarini.
Si considera, comunemente, l'anfora "Greco Italica" tarda quale prima
anfora commerciale di produzione romana, la quale segna l'inizio
dell'espansione economica di Roma e dell'Italia, precedente alla grande
diffusione delle Dressel I e delle Lamboglia 2.

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Orlo di Greco Italica arcaica da Ustica
Anfora Greco Italica di forma arcaica dal relitto di Terrasini
Orlo di Greco Italica tarda dalla villa di  Settefinestre
Anfore Greco Italiche di forma arcaica dall'isola di Lipari
Anfira Greco Italica tarda dall'isola di Giannutri