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Forlimpopoli - Ostia I, nn. 451-452 -
Dressel 29


Argilla di colore arancio chiaro, tendente al grigio
nella parte interna, leggermente calcarea, liscia e
compatta in frattura. Piccolo contenitore di forma
ovoide con fondo piano o leggermente concavo ed
umbonato (v. in partic. Ostia IV, nn. 441-442), alto
collo cilindrico, orlo leggermente svasato o a listello
verticale (v. Ostia I n. 452), anse a manico d'ombrello
a sezione ellittica e trilobata.
Ad Ostia antica il contenitore è attestato in maniera rilevante nei livelli datati alla seconda metà del II secolo (dalle Terme del Nuotatore proviene tra l'altro un esemplare integro), ed in quantità più modesta nei livelli di III secolo. La cronologia è confermata dagli esemplari provenienti da altri siti; il contenitore Agorà, tav. 15, K 114, presenta alcune somiglianze ma il fondo appare del tutto diverso; molto simile è un esemplare dalla necropoli di fano (L. Mercando, in Rivista di Studi Liguri. 1970, pag. 260, fig. 65)ed un esemplare da Cattolica (A. Graziosi, in Studi Romagnoli, XVIII, 1967, pag. 39, fig. 3); altre attestazioni si hanno da Malta, nel relitto di Lavezzi I (Corsica), Siracusa, il relitto di Punta Penna e quello di Ognina (Sicilia). Esemplari inediti sono nell'Antiquarium Comunale di Roma, nel deposito del Tempio di Veiove e nei magazzini di Ostia e dell'Isola sacra; altri esemplari vengono da Suosse ed Utica (Tunisia), da Tipasa (Algeria); un contenitore intero proviene da Bengasi. Tutte queste attestazioni potrebbero non riferirsi ad una produzione unica, dato che la forma in se non ha elementi fortemente caratterizzanti.
Centri di produzione sono stati individuati in Emilia, nei pressi dei centri di Forlompopoli, S. Arcangelo di Romagna e Rimini; tracce di pece, riscontrate nell'interno dei contenitori, lasciano supporre che vi si trasportasse del vino.

Bibliografia

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