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Dressel 6 – Anfore con collo ad imbuto

(La pagina Ë basata fondamentalmente sul recente contributo di Stefania Mazzocchin,
Le anfore con collo ad Imbuto: nuovi dati e prospettIve di ricerca, in: Olio e pesce in
epoca romana, produzione e commercio nelle regioni dell’alto adriatico; Atti del convegno
(Padova, 16 febbraio 2007), a cura di Stefania Pesavento Mattioli  e Marie-Brigitte Carre,
pp. 191 - 213)


Questi contenitori, identificati solo alla met‡ degli anni ’70, appaiono del
tutto simili alla forma Dressel 6 se si esclude il lungo orlo imbutiforme
indistinto dal collo; per il resto sono caratterizzati dal corpo ovoidale e le
anse a bastone flesse o piegate a gomito e il fondo dotato di un cortissimo
puntale.
La maggior parte dei contenitori di questo tipo presenta argilla di colore
arancio-nocciola e arancio-bruno, polverosa in frattura e simile all’argilla
delle Dressel 6, mentre meno frequentemente si riscontra il colore
nocciola chiaro, beige, dura e spigolosa in frattura.
Nell’ambito delle anfore con collo ad imbuto, sono state recentemente
identificate almeno due tipologie accomunate da alcuni tratti distintivi -
l’orlo conformato ad imbuto, il corpo più o meno ovoidale – le quali
differiscono tra loro sia nel profilo generale sia nei dettagli.
Il tipo 1 Ë caratterizzato dalle anse con profilo ad orecchia impostate sotto
l’orlo e sulla spalla, raccordate con andamento rettilineo o leggermente
arcuato alla spalla arrotondata. Il corpo è ovoidale slanciato, più largo
verso il fondo, dal profilo piriforme o quasi cilindrico. I contenitori
presentano spesso una fattura irregolare, evidenti ditate all’attaccatura delle anse, colature di argilla sul corpo che non Ë lisciato nè rifinito.
Il tipo 2 Ë caratterizzato dall’orlo a profilo arcuato o “a bicchiere” su lungo collo; un leggero scalino separa l’orlo dal collo, in corrispondenza dell’attacco superiore delle anse; queste sono a manubrio, marcatamente verticali; il corpo è concluso da un puntale sempre piccolo e a bottone.
Sui rari esemplari integri sono state rilevale le seguenti misure: l’altezza raggiunge i 90 cm mentre il diametro massimo va dai 35 ai 40 cm, l’orlo e? alto dai 7 ai 9 cm - ma raggiunge anche i 12 cm - con il diametro interno che va dai 10 ai 13 cm.
Un tratto distintivo di questa produzione, in entrambe le tipologie, Ë rappresentato da linee
orizzontali oppure a onda, incise a crudo, in prossimità del bordo o a metà dell’orlo.
A Vindobona e a Portorecanati sull’orlo di due anfore compaiono sia la linea, ondulata e orizzontale, sia il bollo, anche sovrapposti.
L’area di distribuzione del contenitore, allo stato attuale delle conoscenze, appare limitata
alla Pianura Padana e la Liguria, la costiera romagnola e abruzzese, l’Istria e la regione
pannonica. Altre rare attestazioni si hanno lungo la costa Dalmata (Narona I – III sec. d.C.),
e in Grecia (Corinto, Atene in contesti non datati).
Le testimonianze piu? antiche sono quelle di Milano, Oderzo e sul magdalensberg, dove
tali anfore compaiono in contesti degli inizi o della prima met‡ del I sec. d.c., e in livelli
della tarda età tiberiana. Le attestazioni aumentano dalla seconda metà del I sec. d.c. e
si mantengono in quantità considerevoli fino alla prima metà del III sec. d.c.
In genere le anfore con collo ad imbuto appaiono associate a Dressel 6b e da Dressel 6a.
Sia per i siti considerati che per molti altri, sembrerebbe quindi che le anfore con collo ad
imbuto siano state commercializzate contemporaneamente alle Dressel 6b, per lo più di
produzione istriana; entrambi i contenitori sono presenti secondo un rapporto con queste
ultime di 1:2,5, alla fine del I sec. d.c., e di quasi 1:1 a partire dal II sec. d.c.
Dal confronto dei molti siti di rinvenimento si delinea una produzione che Ë diffusa dalla fine
del I alla metà del III sec. d.c., e che inizia con i contenitori di tipo 1 con orlo ad imbuto e
anse con profilo ad orecchia o ad arco di cerchio; in un momento circoscritto, tra gli inizi e la
fine del I sec. d.c., sembra diffondersi il tipo 2 con orlo a profilo arcuato, con un leggero
scalino che lo separa dal collo.
La presenza di caratteristiche marcatamente diverse, nella forma e nella composizione delle
argille utilizzate, indica che le anfore con collo ad imbuto furono prodotte in aree differenti.

Vi sono indizi consistenti che spingono a prendere in considerazione l’ipotesi di una
produzione di anfore con collo ad imbuto in area medio adriatica, non sono attestate fornaci
di anfore con collo ad imbuto, ma le analisi archeometriche hanno isolato diversi campioni,
che presentano caratteristiche compatibili con quelle delle argille del litorale adriatico,
identificate grazie ad altre produzioni anforiche sicuramente localizzabili grazie al rinvenimento
o all’identificazione dei siti produttivi.
la somiglianza morfologica con le Dressel 6b istriane, la medesima diffusione nella pianura
padana, nelle regioni del Norico e della Pannonia, la forma dell’orlo, caratteristica della
produzione istriana delle Dressel 6b, che diventa con il tempo più marcatamente imbutiforme,
hanno indotto a localizzare una produzione di anfore con collo ad imbuto in Istria, anche se
in località diverse da quelle dove Ë stata identificata la produzione di Dressel 6.
Un ipotesi molto suggestiva vuole che il commercio dell’olio medio adriatico si sia servito di contenitori di questa forma, anche sulla base dei risultati della ricerca archeometrica. L’ipotesi che indica l’Istria come una delle aree di produzione di anfore con collo ad imbuto appare difficilmente sostenibile: oltre a non trovare indizi archeologici a sostegno è difficile pensare ad una produzione di olio tale da giustificare la quantita? e la diffusione delle anfore con collo ad imbuto, in aggiunta alle Dressel 6 bollate da produttori locali.

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Carta della distribuzione delle anfore Dressel 6 con collo a imbuto