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Dressel 26 (simile), Uzita 52.10 (Amphore
type 18)


J.H. Van Der Werff ha identificato nel 1982 ad Uzita
un tipo d'anfora caratterizzato dal bordo a fascia esterna
inclinata,attribuendola ad una produzione africana fino
ad allora ignota. Questo ha trovato, poi, una conferma
nella presenza di molti scarti di fornace, caratterizzati
dalla stessa forma, nei siti archeologici della regione
di Salakta (Sullecthum,Tunisia), tra cui Bir Abbad ed
El Iri. Il sito di Rougga ha restituito, poi nel 1989,
un'esemplare completo del contenitore, caratterizzato
dalla medesima forma di orlo, collo cilindrico leggermente svasato verso l'alto e le anse a sezione rotonda; il corpo è cilindrico, leggermente panciuto, corto e terminante con un lungo puntale cilindrico; le dimensioni
complessive, H cm 90 - 95, L cm 30 - 35, ne fanno
verosimilmente un contenitore destinato a contenere
merci da esportazione.
La presenza di quest'anfora, dalla forma singolare, è
stata interpretata come un tentativo di imitazione, da
parte di maestranze locali, delle anfore ispaniche da
garum, tipo Dressel 7-11, ma anche come una ripresa,
da parte delle fornaci della Proconsolare, della forma
delle prime anfore tripolitane. La possibilità che fosse
utilizzata per il trasporto di salse di pesce è tuttora
ritenuta la più probabile.Quasi tutti i contesti di
rinvenimento, in Africa, indicano una datazione anteriore
al III secolo, ma l'indicazione più precisa, in proposito,
viene dall'unico frammento rinvenuto a Roma,
comprendente orlo, collo ed entrambe le anse,
proveniente da un contesto di epoca flavia dal
criptoportico di Vigna Barberini sul Palatino.Ad oggi quest'ultimo, insieme ad un altro esemplare da Byllis (Albania), rappresentano le uniche attestazioni del tipo Uzita 25.10 al di fuori dell'area di produzione, e testimoniano del commercio di questo contenitore nel Mediterraneo occidentale; singolarmente nemmeno un frammento è presente nel contesto delle Terme del Nuotatore ad Ostia Antica.
In realtà sono da segnalare almeno due rinvenimenti, riferiti genericamente a contenitori di forma Dressel 26, in Spagna: un esemplare quasi completo dalla Villa romana della  Almadrava (Gerona), e la notizia di un vecchio rinvenimento, nell'area urbana di Barcellona, in cui il tipo Dressel 26 era associato ad altri contenitori tipo Dressel 20 e Dressel 2-4.Da Uzita proviene un unico frammento di ansa recante un bollo "P - palma - S", per il resto l'estrema scaarsità di attestazioni lascia supporre che il contenitore non abbia avuto una larghissima diffusione, neanche in Africa. L'arco cronologico nel quale è stato prodotto non dovrebbe oltrepassare il II secolo d.C.

Bibliografia

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