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Dressel 32; Keay XIII a e XIII b.

Evoluzione della forma Dressel 20, dalla
quale si differenzia per le minori
dimensioni e la forma maggiormente
allungata del corpo (H 55-60 cm. ca);
Prodotta nella Betica per il trasporto
dell'olio locale in epoca tarda,
caratterizzata dal corpo dal profilo
ovoide, corto collo indistinto, orlo svasato
e ingrossato, di sezione per lo più
triangolare più o meno accentuata,
piccole anse ad anello impostate sotto
l'orlo e sulla spalla, di sezione trilobata,
ma anche circolare o ellittica; l'area di
produzione è stata individuata grazie
ad analisi petrografiche e al rinvenimento di probabili centri di fabbricazione nella valle del Guadalquivir e del Genil; in uno di questi centri (Tejarillo) sembra, inoltre, fossero prodotte contemporaneamente Dressel 20 e 23.
L'argilla è solitamente di colore rosato o rosso, di
consistenza omogenea, con poche inclusioni visibili per
lo più quarzose e cristalline; solitamente la superficie è
ingabbiata e di colore baige.
La variante Keay XIII A presenta normalmente l'orlo di
sezione triangolare più o meno accentuato, argilla
omogenea di colore rosato con poche inclusioni e
ingubbio beige. L'inizio della produzione si situa nella
seconda metà del III secolo; il perdurare della produzione
nel IV secolo è testimoniato dall'utilizzo di queste anfore
nelle volte del circo di Massenzio a Roma e nella chiesa
di S. Geren a Colonia; la produzione sembra diminuire
verso la metà del V secolo per essere sostituita dalla
variante Keay XIII C - D.
Queste varianti sono caratterizzate dall'orlo
rotondeggiante, munito, in alcuni casi, di un solco nella
parte interna; il collo è quasi assente e le anse, per lo più
di sezione ovoide, sono applicate sulla spalla; ad Ostia
frammenti della variante A compaiono in contesti databili nella prima metà del III secolo, mentre gli esemplari del circo di Massenzio si datano intorno al 309 d.C.. Molti altri esemplari delle varianti più tarde provengono dal cimitero di Perti, in Liguria, e da Luni, entreambi contesti datati al IV secolo (Lamboglia 1957, 341.ff; Luni II, CM.4559).
Nelle necropoli di Tarragona la presenza delle varianti
C e D è ampiamente documentata a partire dal IV secolo
ma con la maggior parte delle attestazioni nel V, mentre
la produzione va ad esaurirsi all'inizio del VI. Le notevoli
differenze morfologiche delle due varianti tarde, tuttavia,
hanno suggerito la provenienza da manifatture diverse
(Remolà Vallverdù 2000, pag. 176); a questo si aggiunga
anche il cambiamento del tipo di argilla impiegata, di
colore più scuro, ma con diverse tonalità, e maggiore
presenza di inclusioni di varia antura..
L'utilizzo del contenitore per il trasporto di olio è suggerito
, oltre che dal frequente abbinamento con la Dressel 20,
anche dalla presenza di tituli picti menzionanti, appunto,
l'olio e le olive; alcuni di questi provengono da Roma
(Monte Testaccio): "Olivas Colombares" e "Olivas salitas"
(CIL XV 4803 e 4804)

Bibliografia

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Dressel 32 di provenienza spagnola; a sinistra variante A, a destra variante C
Dressel 32 di provenienza ispanica; variante A
Dressel 32 di provenienza ispanica; varianti B e C