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Camulodunum 189; Augst 44; Pompei XV
(Hawkes, Hull 1947; Martin Kilcher 1994;
Schoene, Mau 1909).


Contenitore di piccole dimensioni (2 o 3 litri) dal profilo conico
pi¨ o meno allungato privo di collo, orlo piano o arrotondato,
piccole anse a maniglia, normalmente coperto da fitte solcature
orizzontali; argilla di colore variabile dal rosso mattone al grigio,
compatta, ruvida, con frequenti inclusi quarzosi visibili anche in
superficie. Identificato inizialmente in siti inglesi, germanici e
pannonici (Loeschke 1942), ed in seguito in vari siti dell'Europa
occidentale, tra cui il Limes danubiano.
Latipologia include numerose varianti basate sulla forma e il
diametro dell'orlo e delle anse; attualmente si distinguono tre
varianti: a) profilo perfettamente conico con ampia spalla
arrotondata; b) profilo maggiormente "snellito" e spalla pi¨
sfuggente; c) corpo conico con fondo a puntale pi¨ stondato e
di minori dimensioni rispetto ai precedenti.
La pi¨ recente "carta" della distribuzione contempla maggiori
attestazioni nell'Europa centrale (Gallia, Germania, Limes
Renano e Danubiano e Gran Bretannia); scarse attestazioni si
hanno poi in Italia (Roma e Napoli), in area egea, in Tunisia e in
Spagna (Barcellona) (Monfort, Williams 2002, pag. 135).
Gli esemplari spagnoli provengono sistematicamente da contesti
di 1░-2░ secolo d.C. (Romero, Carretero 1998). Gli esemplari
apparentemente pi¨ antichi provengono da depositi di epoca
augustea di Oberaden e Augst; la maggior parte dei rinvenimenti
sembrano attestarsi in epoca flavia, mentre le attestazioni non
sembrano scendere oltre l'epoca antonina, in contesti francesi
ed egei (Vipard 1995, pag. 62); in Nord Africa l'unica evidenza
certa riguarda due esemplari da Cartagine (Martin, Kilcher
1993); nessun ritrovamento si segnala in Siria, Palestina, Egitto,
Asia Minore e Cirenaica; alcuni frammenti rinvenuti a Pompei e
Napoli riportano iscrizioni dipinte in caratteri greci, ma inutili
al fine di identificarne il contenuto.
Analisi petrografiche hanno definitivamente escluso l'origine
egiziana del contenitore (ipotizzata in passato); Ŕ possibile
invece, un origine siro palestinese, sulla base dei caratteri
petrografici riscontrati nelle argille di contenitori medio orientali
di 4░-5░ secolo; tuttavia la ricognizione sistematica dei materiali
di Cesarea Marittima (Palestina) non ha restituito nessun frammento
riconducibile al tipo Camulodunum 189 (Riley 1975, pag. 26,
identifica alcuni frammenti di parete striata con la forma Kingsholm 117; ma Ŕ da sottolineare la difficoltÓ nel distinguere quest'ultima dalla Camulodunum 189).
Recentemente si Ŕ identificato un altro tipo di anfora palestinese, la "Agora" M334, i cui caratteri petrografici son accostabili a quelli della Camulodunum 189; se questo contenitore va considerato come una evoluzione della "Carrot Amphora", resta il fatto che compare non prima del 4░ secolo e viene prodotta fino al 7░; rimane il "vuoto tra il 3░ e 4░ secolo (Arthur et all. 1998, pag. 201; Reynolds 1998; il tipo Agora M 334 Ŕ forse originario della regione di Tyro e Akko; molti esemplari provengono da Tell e-Her e Yassi Ada, in Turchia e dalla Crypta Balbi a Roma). Rimane la possibilitÓ di una produzione "diffusa" nella regione compresa fra la costa mediterranea e la valle del Giordano (Martin, Kilcher 1994, pag. 434, n. 566).

Bibliografia

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