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Beltran 2 B - Ostia III, pag. 626, nn. 10-11

Anfora caratterizzata dall'imboccatura molto larga, orlo
molto svasato, distinto dal collo mediante una piccola
risega; anse a nastro dall'andamento a gomito stretto,
con una scanalatura mediana, impostate sotto l'orlo e
sulla spalla; corpo piriforme tendente ad allargarsi verso
il basso, con grosso puntale, generalmente cavo; nel
complesso la forma si avvicina a quella della Dressel
7-11. Nell'ambito delle stratigrafie ostiensi i frammenti
di questo contenitore provengono per lo più da livelli di
epoca flavia, mentre tendono a diminuire  all'inizio del
II secolo e sono presenti, in livelli di III secolo, solo
a livello residuale. Molti frammenti di Beltran II B,
tuttavia, provengono anche da un contesto ostiense,
ancora inedito, datato alla metà del II secolo; la presenza
è tale da far ritenere possibile una continuità di produzione ancora nella prima metà del II secolo.
Per quanto riguarda altri contesti di rinvenimento, si segnala il Marocco (Tangeri, I-II secolo, Ponsich 1970, tav. LXXX, 7; fig. 63); Pompei con esemplari  posteriori al 79 d.C.; la necropoli di Cadice, con materiali di epoca tiberiana o posteriori e la fornace di Puerto Real, dove questi contenitori erano prodotti forse nel I secolo, in associazione con Dressel 7-11 (Beltran Lloris, pag 436). La frequente associazione con Dressel 7-11 sembra il dato più significativo per la datazione del contenitore; sembra quindi che la produzione sia iniziata in epoca claudia, sia proseguita per tutto il I secolo e nel II. La provenienza spagnola (Betica) è confermata, oltre che dal rinvenimento dlla forance di Puerto Real, anche dalla frequente associazione con altri contenitori ispanici in molti relitti del mediterraneo (Ostia III, pag. 511); per quanto riguarda il contenuto, un esemplare del Museo di Siviglia reca un'iscrizione che menziona la conserva di pesce quale merce trasportata.

Bibliografia

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