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Almagro 51 - Keay XIX

Almagro 51 - Keay XIX A-B; anfora dal corpo
piriforme con ampia spalla, alto collo troncoconico,
orlo più o meno svasato, nettamente distinto dal collo,
dal caratteristico profilo ad S, anse piccole dal profilo
ad anello e sezione ovale o "a fiorellino" applicate alla
metà del collo e sulla spalla, puntale pieno, alto e stretto,
a volte munito di un rigonfiamento alla base
(H 90 cm. ca); Contenitore identificato da Almagro
nel 1955, la cui tipologia è stata meglio definita dal
Keay che ha distinto tre varianti principali (XIX A-B-C),
in funzione del diametro e del profilo dell'orlo. Dal punto
di vista morfologico il contenitore Š molto simile al tipo
Keay XII C-D, somiglianza confermata dal tipo di
argilla; entrambi i contenitori, prodotti nella fascia
meridionale della penisola iberica, erano utilizzati
per il commercio delle conserve di pesce. La presenza di
diverse argille, nonché di varianti morfologiche
suggerisce l'esistenza di centri di produzione anche molto
distanti tra loro. Per quanto riguarda l'epoca di
produzione, questa viene fatta iniziare dalla fine del III
secolo; tuttavia a Tarragona il contenitore non è
documentato prima della metà del IV secolo e mostra la
sua massima diffusione tra la fine del IV e l'inizio del V
secolo d.C.; Š presente ancore in piccole quantità fino
alla fine del V secolo e all'inizio del VI; in altri contesti, come
Roma e Marsiglia sembra circolare soprattutto alla metà
del V secolo (Remolà Vallverdù 2000, pp. 184-187).
Altri limitati contesti che consentono di inquadrare cronologicamente la diffusione del contenitore sono a Bordeaux (Saint Severin, IV-V secolo), il riempimento della
cisterna del Tempio A di Volterra e la Schola
Praeconum a Roma il cui materiale si data verso la metà
del V secolo; infine un'esemplare, datato al 500 d.C. ca.,
viene dagli scavi britannici a Cartagine (Keay 1984,
pp. 160-168). Un modesto gruppo di esemplari più
vicini alla variante Keay XIX C proviene dai livelli tardo
antichi della Crypta Balbi a Roma; i contenitori si
presentano alquanto "semplificati" nei particolari
morfologici, come l'orlo basso e svasato, pur
conservando nelle grandi linee la forma canonica
(Arena, Delogu, Paroli, Ricci, Saguì, Vendittelli 2001,
pag. 211, figg. 1.8.1-3). L'area di diffusione comprende
diversi centri costieri del Mediterraneo occidentale,
ma alcuni esemplari sono stati rinvenuti nello scalo di
Cesarea Marittima in Palestina.

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