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Paroli 1993,Portus  4-5

Contenitori di altezza inferiore ai 50 cm, con corpo globulare
pi¨ o meno allungato, fondo ombelicato o convesso, collo
troncoconico o cilindrico, ampie anse di sezione variabile
(a bastone, ovale o con nervature) impostate sotto l'orlo o sulla
spalla;
Provenienti dallo scavo di un settore dell'abitato di "Portus"
con evidenze di occupazione in epoca tardo antica e
altomedievale (S. Coccia, Il "Portus Romae" fra tarda antichitÓ
ed altomedioevo, in: La storia economica di Roma nell'alto
medieovo alla luce dei recenti scavi archeologici, Firenze 1993,
pp. 179, fig. 3; S. Coccia, Lidia Paroli, Indagini preliminari
sui depositi archeologici della cittÓ di Porto, Archeologia Laziale,
XI, 1993, pp. 175-180). I contenitori trovano numerosi
confronti in diversi altri siti altomedievali e bizantini del
Mediterraneo occidentale e orientale (Costantinopoli, Cipro,
Otranto, Luni).
Nonostante le analogie formali, tra i vari esemplari rinvenuti,
tuttavia, si notano a volte marcate differenze nelle argille
impiegate: per lo pi¨ si tratta di argille molto ben depurate o
leggermente micacee, di colore chiaro, a cui si affiancano anche
impasti dall'aspetto pi¨ grossolano, contenenti numerosi inclusi di
varia natura e colore (nuclei cristallini, augite, quarzo e calcare), con abbondanti ossidi di ferro.
Questa particolaritÓ suggerisce, per il nucleo di contenitori rinvenuti a "Portus", una certa diversificazione dei centri di produzione e quindi una vasta circolazione di merci provenienti da centri dell'Italia meridionale o del Mediterraneo orientale nel corso dell'VIII secolo; questo dato Ŕ confermato dall'abbondanza di ritrovamenti anforici, confrontabili con quelli di Porto, in diversi centri dell'Italia meridionale (Napoli, Miseno, Pozzuoli, Ischia, Reggio Calabria, Cefal¨, Otranto; F. Barello, M. Cardosa, Casignana Palazzi, "MEFRM", 103, 1991, pp. 679-680, figg. 5, n. 4; 11; 13, n. 1; A. Racheli, Osservazioni su alcune classi di materiali rinvenuti in territorio clabrese, "MEFRM", 103, 1991, pag. 715; H. Patterson, P. Roberts, La produzione di ceramica comune  bizantina, in: P. Arthur et all., Fornaci altomedievali ad Otranto. Nota preliminare, Archeologia Medievale, XIX, 1992, pp. 91-122; P. Arthur, La produzione di anfore bizantine, in: P. Arthur et all., Fornaci altomedievali ad Otranto. Nota preliminare, Archeologia Medievale, XIX, 1992, pp. 103-110).
Dall'analisi dei materiali in questione deriva da un lato la persistenza delle vie commerciali marittime per il rifornimento di Roma, d'altro canto una certa staticita nelle forme dei contenitori, tra il VII e l'VIII secolo, derivanti da tipologie tardo antiche, quali Late Roman 1 e 2 Sulla base dell'evoluzione dei contenitori, nei livelli di IX secolo di Roma, Ostia e Porto, si pu˛ concludere che l'abbandono dell'anfora come contenitore privilegiato per il trasporto di derrate alimentari, dovette avvenire gradualmente dopo l'inizio del IX secolo; il piccolo campione di contenitori portuensi, ancora legati formalmente alla tradizione tardo antica, si data per tanto tra il VII e la fine dell'VIII secolo.

L. Paroli, Porto (Fiumicino). Area II-2000, in: La storia economica di Roma nell'alto medieovo alla luce dei recenti scavi archeologici, Firenze 1993, pp. 231-246, figg. 4-5;