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Dalla Cronaca di Giovanni, vescovo di Nikiu

In quei giorni comparve in Alessandria un filosofo femmina, una donna pagana chiamata Ipazia, che si dedicava alla magia, agli astrolabi e agli strumenti di musica, e che ingannò molte persone con stratagemmi e malefici.
Il governatore della città la onorava esageratamente poiché l'aveva sedotto con le sue arti magiche. Il governatore aveva cessato di frequentare la chiesa come era stata sua usanza fino ad allora. E non solo faceva questo, ma attrasse molti credenti a lei, ed egli stesso riceveva gli increduli e gli indecisi in casa sua.
Un giorno in cui si stava recitando uno spettacolo teatrale con ballerini, il governatore della città pubblicò un editto che riguardava proprio gli spettacoli pubblici nella città di Alessandria, e tutti gli abitanti erano riuniti nel teatro.
Cirillo, che era stato nominato patriarca dopo Teofilo, era ansioso di comprendere esattamente il contenuto dell'editto.
C'era inoltre un uomo chiamato Hierax, un fervente cristiano che possedeva comprensione ed intelligenza e che era solito dileggiare i pagani. Era un seguace affezionato all'illustre vescovo e patriarca, ed obbediva sempre ai suoi consigli.
Ora Hierax si era recato al teatro per conoscere la natura dell'editto, ma quando gli ebrei lo videro nel teatro gridarono e dissero: 'Questo uomo non è venuto con buone intenzioni, ma solamente per provocare baccano'.
Il prefetto Oreste non gradì la condotta dei figli della chiesa, e così Hierax fu afferrato e sottoposto pubblicamente a punizione nel teatro, sebbene fosse completamente senza colpa.
Cirillo si irritò molto con il governatore per questo fatto, ed anche perché aveva messo a morte Ammonio, un illustre monaco del convento di Pernodj, ed anche altri monaci.
Quando il magistrato principale della città venne informato, si rivolse agli ebrei come segue: "Cessate le ostilità contro i cristiani"; ma essi rifiutarono di dare ascolto a quello che avevano sentito , e vantavano piuttosto dell'appoggio del prefetto che era dalla loro parte; così aggiunsero oltraggio a oltraggio e progettarono un massacro in modo infido.
Di notte appostarono alcuni di loro in ogni strada della città, mentre altri gridavano: 'La chiesa dell'apostolico Athanasius è in fiamme: corrano al soccorso tutti i cristiani'. Ed i cristiani al sentire queste grida corsero fuori del tutto ignari della slealtà degli ebrei. Quando i cristiani vennero avanti, gli ebrei sorsero e perfidamente li massacrarono e versarono il sangue di molti, sebbene fossero senza alcuna colpa.
Al mattino, quando i cristiani sopravvissuti sentirono del malvagio atto compiuto dagli ebrei, si recarono dal patriarca, e si chiamarono a raccolta tutti insieme. Marciarono in collera verso le sinagoghe degli ebrei e ne presero possesso, le purificarono e le convertirono in chiese. Una di esse venne dedicata a S. Giorgio.
Inoltre espulsero gli assassini ebrei dalla città; saccheggiarono tutte le loro proprietà e li derubarono completamente. Il prefetto Oreste non fu in grado di portare loro alcun aiuto.
Poi una moltitudine di credenti si radunò sotto la guida di Pietro un magistrato credente in Gesù Cristo, perfetto sotto tutti gli aspetti, e si misero alla ricerca della donna pagana che aveva ingannato le persone della città ed il prefetto con i suoi incantesimi.
Quando trovarono il luogo dove era, si diressero verso di lei e la trovarono seduta su un'alta sedia. Avendola fatta scendere, la trascinarono e la portarono nella grande chiesa chiamata Caesarion. Questo accadde nei giorni del digiuno.
Poi le lacerarono i vestiti e la trascinarono attraverso le strade della città finché lei morì. E la portarono in un luogo chiamato Cinaron, e bruciarono il suo corpo. E tutte le persone circondarono il patriarca Cirillo e lo chiamarono "il nuovo Teofilo" perché aveva distrutto gli ultimi resti dell'idolatria nella città".